Termina La Zanzara: Parenzo ha scoperto di non essere indispensabile. Gli scherzi simil-Merkù sarebbero da evitare

Si è conclusa un’altra stagione de La Zanzara. Partiamo da un presupposto: ieri il programma si è meritato le ferie, dopo aver portato l’imam Scek Nur a parlare di “Pugne**e e Cinque contro uno”. Come direbbe Feltri: un trionfo.

Gli ultimi giorni hanno portato qualcuno ad ipotizzare che David Parenzo potrebbe lasciare l’anno prossimo. Perché lui “disprezza” Alberto Gottardo. Parenzo ha detto ieri: “Non sono indispensabile”. E stasera, ma lo fa da un paio di stagioni: “E’ finita, da stasera si chiude”.

L’impressione è che stesse cercando di dire a Cruciani “O io o lui”. A sua volta, il conduttore ha cercato – senza riuscirci – che se qualcuno disprezza un compagno di trasmissione – tra le opzioni di questo qualcuno c’è quella alzare eventualmente i tacchi o parlare con la direzione artistica.

Se Parenzo è stanco – qualche giorno fa messo in mezzo per una cosa che non ha detto – può prendere la sua strada e gli ascoltatori gli diranno “Grazie”. Del resto, la radio non è il suo habitat, ci sta come “Il Capitale” di Marx starebbe nella sede di Forza Nuova.

Vi sono stati importanti contributi dalla sede di Padova. La scoperta del “mitologico Petrella” ha portato alla realizzazione della trasmissione “abusiva” intitolata “Gatess Show”.

Gli scherzi simil-Merkù, magari no

Certo, resta incomprensibile la crociata gottardiana contro i camionisti, ma soprattutto: su questa stagione c’è da dire che non ha senso fare gli scherzi telefonici simil-Merkù, senza il talento di Merkù. E’ successo 2-3 volte a memoria di chi scrive, ma il finto impiegato del Comune a un certo punto deve far ridere, o sorridere almeno. Altrimenti sembra un censimento. Usare lo stesso modus operandi dell’originale, altro non fa che rimarcare le differenze con l’originale. E poi, un personaggio che si chiama Cosimo Falcetti Martelli in un blocco comico ha un senso, ma Giovanni Gottardi no.

In chiusura vogliamo sottolineare il modo chirurgico con cui Cruciani a fine stagione riesce sempre a polemizzare con Stefania Zabrak del Traffico. Per il modo di ribattere colpo su colpo, prima o poi sarà necessario uno “Zabrak fans Club”.

Cruciani, nei saluti finali si congeda così: “Ci sentiamo il 6 settembre. Chi c’è c’è, chi non c’è, chissenefrega”.

Riparte La Zanzara, ma….

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

 

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".