Zoo di 105: “Se censurano noi, allora dovrebbero censurare praticamente tutto”

In qualche modo lo Zoo di 105 continua ad alludere alla denuncia che – ha affermato Marco Mazzoli su Instagram – metterebbe lo Zoo “a rischio”.

Venerdì scorso c’è stata una puntata che in qualche modo ne ha ricordata una del 2010 in cui venivano date notizie, si parlava di calcio, c’erano continui segnali orario e – lo dice Wikipedia, chi scrive non se lo ricorda – non c’erano scenette.

Era un periodo in cui avevamo Facebook, ma tutto sommato Mazzoli si esprimeva ancora tramite il blog. Di quella puntata chi scrive ricorda una domanda che Paolo Noise – oggi oracolo pandemico – ripeteva di continuo: “Ma lo sai che Fabri Fibra è di Senigallia?”.

Nella puntata di ieri Mazzoli (in studio con i Co.) ha ribadito il proprio cavallo di battaglia, cioè: “Se censurano lo Zoo, allora devono censurare quasi tutto, anche la musica che inneggia alla droga. Tu pensa che adesso non possiamo mandare in onda i cartoni dello Zoo perché….boh. Abbiamo lavorato 6 mesi a questo progetto, ce li abbiamo pronti. Son lì e marciranno insieme a noi…”.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".