Miley Cyrus – Bangerz: la recensione in anteprima

Quando ti chiami Miley Cyrus e sei la star del twerking tutti da te si aspettano un dischettino sbarazzino, perfetto per scalare le classifiche giusto con un paio di singoli e pronto a sparire nell’oblio più totale non appena la gente si dimentica della tua ultima provocazione. Ma se metti il progetto nelle mani di produttori del calibro di Neptunes, Dr Luke e Mike WiLL Made It e a ciò aggiungi un team di marketing della madonna, quello che ti ritrovi alla fine è un album eclettico e a tratti sorprendente, pur non essendo, ça va sans dire, un capolavoro.

Bangerz è un progetto con un unico obiettivo, già specificato nel titolo, ovvero quello di spaccare. Già, esattamente come quella Wrecking Ball di cui tanto si è parlato, una traccia intensa ed estremamente coinvolgente, che colpisce metaforicamente l’ascoltatore al cuore con un climax vocale e strumentale molto, molto azzeccato. Il pezzo, diventato già un grandissimo successo in patria, non è tuttavia l’unica interessante ballata che il disco ci regala: ricordiamo con piacere infatti anche la dolce canzone d’apertura Adore You (ci coglie di sorpresa, ci saremmo aspettati un intro dance) e Drive, classicone da ragazza dal cuore spezzato (If forever’s out the door
, I’ll ignore when you call, 
Drive my heart into the night, 
You can drop the keys off in the morning).

LEGGI ANCHE  Radio Deejay, la 50 Songs del 12 ottobre 2013. Drake primo

Caratteristica essenziale di Bangerz è inoltre la ricerca costante di una contaminazione di generi, il che dà vita (nella maggior parte dei casi) a risultati ben al di sopra della media, come nel caso di Maybe you’re right (sospesa fra rock melodico e pop duro e puro), nel pezzo conclusivo Someone Else, che tenta la strada dell’r&b, oppure ancora in FU, rischioso (ma riuscito) esperimento retrò-dubstep. Tuttavia, Miley non è né una rocker né una reginettta del soul, ma soltanto una popstar, nel senso più stretto del termine, per cui i risultati migliori emergono quando non cerca di esagerare e sforna brani come We Can’t Stop (pezzo straordinario, pur molto commerciale, un inno festaiolo contro gli haterz sempre dietro l’angolo) oppure My Darlin’ (in collaborazione con Future), ispirato dal vocoder e dai cori in dissolvenza del miglior Kanye West.

LEGGI ANCHE  Miley Cyrus e Madonna duettano in Don't Tell Me We Can't Stop (video)

Paradossalmente, il vero punto debole del disco sono i momenti in cui l’artista cerca di fare la bad girl a tutti i costi, come nel caso della title track Bangerz (collaborazione con Britney Spears, che ormai più che cantare sussurra), la classica produzione Neptunesiana #GETITRIGHT oppure Do my thang, in cui Miley prova a fare la rapper (sentendosela caldissima, per altro) senza però colpire nel segno. L’unica eccezione a proposito è il brano 4×4 (insieme a un redivivo Nelly), squisita rivisitazione di un genere di hip hop che andava fortissimo nei primi anni duemila, quando questa cantante aveva appena 8 anni.

Cosa resta, ordunque, di un album come Bangerz? In definitiva, una serie di canzoni molto meno scontate di quanto ci saremmo mai potuti aspettare: Miley Cyrus non ha inventato niente, né tantomeno può essere definita un’artista “impegnata”, ma rimane il fatto che è riuscita a produrre quello che, con ogni probabilità, è il disco pop migliore del 2013. A soli 21 anni, non è certo cosa da poco.

LEGGI ANCHE  Kanye West si esibirà agli MTV Video Music Awards 2013 con Black Skinhead (video ufficiale e testo)

Bangerz cover

 

Tracklist

Adore You
We Can’t Stop – 3:00
SMS (Bangerz) (feat. Britney Spears)
4×4 (feat. Nelly)
My Darlin’ (feat. Future)
Wrecking Ball – 3:43
Love, Money, Party (feat. Big Sean)
#GETITRIGHT
Drive
FU (feat. French Montana)
Do My Thang
Maybe You’re Right
Someone Else

Commenti Facebook

commenti

About Alberto_Muraro 873 Articles
Seguitemi su Twitter: @alb_simultaneo