Esclusiva RM – Francesco Repice: “Non poter fare il mio lavoro è una rottura di scatole. La radio è prima di tutto una passione. Sul campionato….”

In assenza di calcio -lo sport di massa che anche anche in tempo di guerra forniva spiragli di apparente  normalità – ci siamo chiesti come viva questa quarantena non tanto  chi il calcio lo gioca, bensì chi lo racconta.

A farci l’onore di rispondere al nostro quesito, è stato Francesco Repice, una delle voci più note ed amate di Radio Rai e soprattutto di ‘Tutto il Calcio Minuto per  Minuto’: “E’ una gran rottura di scatole. Vorrei raccontare calcio perché  è il mio lavoro. Cerco di tenere la mente occupata in tante altre cose come tutti, ma il pensiero di tornare a raccontare calcio è fisso”. 

Tutto il Calcio Minuto per Minuto ha ancora tanto successo dopo sessant’anni,  nonostante oggi sia più semplice accedere alla visione delle partite: “La televisione ti costringe a stare lì, mentre Tutto il Calcio Minuto per Minuto – quindi la radio -ti segue. Puoi portare la fidanzata a cena, puoi fare una gita o portare fuori il cane. La grande differenza è proprio questa. La radio ti segue, la televisione devi seguirla tu“.

Il rapporto di Francesco Repice  con la radio: “La radio è soprattutto una passione. E’ immediatezza, è cronaca. Basta fare un numero di telefono e sei connesso col mondo potendo raccontare quello che vedi con i tuoi occhi. La radio è il  mezzo che non scomparirà mai, che si sposa perfettamente con le nuove tecnologie. Con l’avanzare della tecnologia si temeva che la radio potesse scomparire. Non è stato così, ma è successo l’esatto contrario.   E’ evidente che la tecnologia va avanti, ma è altrettanto evidente che la radio non rimane mai indietro“.

In molti si saranno chiesti come si “entra” e cosa succede nel fantastico mondo di ‘Tutto il Calcio’: “Lavorare in Rai non vuol dire necessariamente fare i radiocronisti. Ci sono tante redazioni. e se hai la fortuna di capitare in una redazione sportiva, se hai la fortuna di essere mandato a fare la seconda voce con  un radiocronista affermato e va tutto bene, puoi entrare a far parte di questa meravigliosa trasmissione. C’è un pool formato da persone che partono da Roma per le partite, e poi ci sono le assegnazioni alle sedi regionali a seconda delle contingenze, delle necessità e della possibilità che ci sia in una regione gente adatta per quel lavoro e  che voglia farlo.

Infine, non potevamo esimerci dal chiedere un parere sulla possibilità di prosecuzione della stagione, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora, del Presidente di Lega Serie A Dal Pino e di quello dell’Aic Tommasi: “La stagione non finirà. Sono il primo che vorrebbe dire che si torna a giocare tra pochi giorni, ma non mi sembra sia aria. Però credo che – in accordo con le altre federazioni europee – ci si potrebbe fermare per poi riprendere i campionati quando sarà possibile. Si potrebbe  ripartire in autunno dopo una bella preparazione estiva, fermandosi per giocare le partite di Champions League che  mancano, fermandosi per  giocare le partite di qualificazione ai Mondiali, diluendo le gare restanti in tante settimane e dando  agli atleti che parteciperanno agli Europei la possibilità di prepararsi con tanto tempo a disposizione. Mi pare una soluzione razionale, anche se la razionalità non è propria di questo mondo. Fermare tutto adesso darebbe una parvenza di regolarità. Penso a quanto dovrebbero lavorare le squadre per tornare tutte quante adesso allo stesso livello e allo stesso livello di quando ci siamo fermati. Ci sono tanti giocatori di tanti club in giro per il mondo, per cui pensare di ricominciare adesso chiudendo tutto nel giro di poche settimane, mi sembra sinceramente una follia. Le questioni legate ai soldi derivanti dai diritti televisivi e già spesi, ai contratti in essere dei giocatori, alle proroghe dei prestiti o alle opzioni per i rinnovi, si  possono risolvere sedendosi ad un tavolo”. 

Stefano  Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".