Zoo di 105: probabile ritardo, ma perché rischiare di ricreare il 2010 senza motivo?

La nuova stagionpotrebbe partire, stando ai canali social dello Zoo di 105 e di Marco Mazzoli, con una settimana di ritardo. Motivo? In un video il conduttore ha spiegato la difficoltà a reperire i collaboratori per la riunione di inizio anno.

Ricordiamo – per chi non lo sapesse ancora – che hanno ufficialmente dato l’addio al programma Herbert Ballerina Ivo Avido e Maccio Capatonda. La cosa è stata semplicemente resa nota nella penultima puntata prima di Natale, ma di fatto la collaborazione era terminata mesi prima. Lo Zoo dovrebbe avere – come annunciato nella lettera che chiude ogni fase del programma – “nuove voci” al proprio interno. Chi scrive teme che arrivi un Angelo Pintus qualsiasi, ma si tratta di supposizioni personali e – si spera – errate.

Sta di fatto che questo sfogo dello speaker non si discosta molto dagli altri: la radio come lavoro primario e non come ripiego, come divertimento e non come lavoro vero e proprio: “Cerco di fare una riunione da 2 giorni, ma chi lavora per il programma crede di essere un VIP. Nel resto del mondo i si ferma 25 e 26 dicembre, 31 dicembre e primo gennaio. E nessuno si lamenta. Parliamo di radio, e non di fabbrica.  Io faccio un lavoro che amo, ma non mi fermo mai a differenza di questi lavativi che non rispondono ai messaggi. Quindi vi avverto che ripartiremo con una settimana di ritardo“.Poi, l’avviso ai colleghi: “Chi non si presenta può restarsene a casa“.

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Tralasciando il fatto che i chiarimenti più o meno definitivi sono all’ordine del giorno, vedi il periodo della querelle con Dj Giuseppe, sembra in parte di rivivere il 2010, con la non risposta ai messaggi ma con la differenza che stavolta non c’è dietro l’ombra della concorrenza. Di solito si dice che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, e non è questo il caso, dato che se ne parla in una diretta Facebook. Questo video sembra la classica fase della “rabbia” di Mazzoli, che poi viene seguita dal pentimento e dalla revisione delle cose in maniera più lucida. Certo, ci fossero delle crepe nei rapporti, mettere tutto in piazza non aiuterebbe a sanarle.

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Spesso si dice che la verità sta nel mezzo, e un punto d’incontro potrebbe essere il seguente: è vero che questo è un lavoro divertente per chi lo fa, ma è anche qualcosa che paradossalmente,  a livello mentale può richiedere più tempo per ricaricare le pile visto che – come dice sempre Mazzoli – questa non è la rado convenzionale, e necessita costantemente e quotidianamente nuove idee, o il prodotto finirà per risultare scadente e pieno di interventi a commento dei fatti del giorno Del resto, è vero che tutti vorrebbero fare questo lavoro, ma quanti hanno le capacità per farlo? Da tempo immemore non si hanno più notizie dei vincitori della selezione fra gli ascoltatori di qualche anno fa, e non può capitare tutti i giorni di pescare un Marco Dona dalla Cumpa. D’altro canto è vero che un mix fra ferie e progetti collaterali – accettati ma evidentemente mal digeriti – rischia di penalizzare due volte il bolide radiofonico che lo Zoo è da 20 anni.

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Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".