Perché “Un bel viaggio” degli Articolo 31 ci fa venire la lacrimuccia? Perché ci racconta che siamo maturi ma anche più vecchi

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Sarà la nostalgia, anche se l’annuncio della reunion prevedeva “Zero operazione nostalgia”, ma la canzone degli Articolo 31 è una delle più belle del Festival, soprattutto per chi gli Articolo li ha vissuti.

Da anni AX descrive la propria maturazione, il cambiamento, il capovolgimento radicale nel modo di vedere alcune cose.

Così, negli anni lo sciupafemmine ha lasciato spazio a “Fedele a una sola è vecchia scuola, ma ha più stile”. Le convinzioni negli anni sono cambiate. Così sono arrivati il progetto con Neffa, quello con Fedez, la separazione e la riappacificazione (con presenza di Fedez stesso stasera nella serata delle cover) e addirittura la reunion con Jad con tanto di partecipazione al Festival.

Su certe questioni – tipo la visione dei talent ed “Amici” in particolare – Ax sembrava irremovibile.  Invece, sappiamo com’è andata. Del resto: “Avevo mai più con Jad o con Fedez, avevo detto mai un talent alla tele“. Ma poi: “Chi non cambia mai idea? Gli ottusi e i morti”..

Un bel viaggio degli Articolo 31: testo

La canzone ai fan piace perché chi credeva di restare sempre giovane, in realtà racconta l’impatto che il lavoro ha avuto su un’amicizia che sembrava indissolubile, e il fatto che la vita ti costringe a maturare: “Non volevamo crescere,
Ma è successo tutto a un tratto E fai tutte le cose che Giuravi non avresti fatto. Anche morire giovani non puoi più perché Adesso c’hai la family e dipende da te“.

Da qualche tempo c’è anche il racconto della debolezza. in “Tutto tua madre”, Ax ammetteva: “Per la prima volta mi sono sentito vecchio”.

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Inoltre, una rappacificazione è reale quando le parti in causa hanno preso coscienza dei rispettivi errori. E nella canzone portata a Sanremo, c’è tutta la crudezza del livore del passato: “Così che dopo abbiamo scritto il manuale su come trasformare un socio in un rivale. Su come misurare vita e successo,
Che se a me va male Godo perché a te va peggio“, e “Ci siamo odiati davvero, Lei t’ha lasciato e ridevo,
Tua mamma è volata in cielo E al funerale non c’ero”.

In questo pezzo c’è il successo, la disgregazione, l’odio reciproco, il cazzeggio che sarebbe dovuto essere tale ma che diventa serietà la vita continua e l’età avanza.

Com’eravamo belli
In queste vecchie foto,
Due martelli
Anche se non battevamo chiodo.
Io e te scappati da un quartiere velenoso,
A differenza loro abbiamo trasformato
L’eternit in oro.
Là, dove scegli o lavori per due spicci
O spacci pezzi,
Per noi era una miniera di diamanti grezzi.
Vestiti larghi, amici stretti,
Avevamo la visione anche senza farci i funghetti.
La fantasia viaggiava,
Celebrità da strada,
Ma ai nostri non bastava,
Come la busta paga,
Non volevamo una storia italiana,
Con la prima che ci sta
Che metti incinta
E ci metti su casa.
Non volevamo crescere,
Ma è successo tutto a un tratto
E fai tutte le cose che
Giuravi non avresti fatto.
Anche morire giovani non puoi più perché
Adesso c’hai la family e dipende da te.
Non volevamo crescere,
Che ansia e stress,
Però è un bel viaggio.
Poi ce l’abbiamo fatta,
All’inizio era una pacchia,
Come Frank Sinatra con la Mafia.
Ma poi diventa un lavoro e il lavoro diventa ansia,
Tipo che ti senti solo a mandare avanti la baracca,
Poi darsi il cinque,
Ma senza guardarsi in faccia,
Solo perché squadra che vince non si cambia,
Ma se sei in gabbia prima o poi scoppi di rabbia come un bimbo che si porta la palla,
Vaffanculo basta.
Così che dopo abbiamo scritto il manuale su come trasformare un socio in un rivale.
Su come misurare vita e successo,
Che se a me va male
Godo perché a te va peggio.
Non volevamo crescere,
Ma è successo tutto a un tratto
E fai tutte le cose che
Giuravi non avresti fatto.
Anche morire giovani non puoi più perché
Adesso c’hai la family e dipende da te.
Non volevamo crescere,
Che ansia e stress,
Però è un bel viaggio.
Che viaggio…
E poi
Ci siamo odiati davvero,
Lei t’ha lasciato e ridevo,
Tua mamma è volata in cielo
E al funerale non c’ero.
Un uomo è come il vino
Il tempo lo impreziosisce,
Invece quello cattivo
Invecchiando si inacidisce.
Quindi che l’orgoglio si fotta,
Siamo stati due coglioni infatti funzioniamo in coppia.
Nella vita gli amici li scegli,
Noi siamo quelli
Che si vogliono bene anche quando si fanno la guerra,
Come i fratelli.
Non volevamo crescere,
Ma è successo tutto a un tratto
E fai tutte le cose che
Giuravi non avresti fatto.
Anche morire giovani non puoi più perché
Adesso c’hai la family e dipende da te.
Non volevamo crescere,
Che ansia e stress,
Però è un bel viaggio.

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Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".