Padre Livio definisce l’Italia è “scristianizzata” perché: “non ci sono messe e processioni”

Stiamo da mesi vivendo un periodo drammatico, e c’è bisogno – ogni tanto – di sorridere un po’. Per questo abbiamo aperto una rubrica non dichiarata su Padre Livio di Radio Maria.  Se non lo si prende eccessivamente sul serio – e chi scrive ne parla dal punto di vista radiofonico – quest’uomo può anche avere una funzione sociale, ed essere fonte di svago.

Al netto dei lati positivi che ci sarebbero – dal punto di vista religioso – nella pandemia: “La malattia può essere qualcosa di grande davanti a Dio quando viene offerta come un atto di conversione a tutti coloro che sono lontani da Dio”, dichiarazione oggettivamente inquietante, è meraviglioso sapere che per Padre Livio l’Italia si è scristianizzata.

Una settimana fa si preoccupava di una chiesa “telematica”; detto dal direttore di un mezzo di comunicazione che si può ascoltare pure tramite il telefono della doccia, è qualcosa di  meraviglioso. Ma il Paese è scristianizzato perché: “Siamo nel pieno dell’epidemia e non vedo processioni, non vedo messe, non sento preghiere. Quello che era il paese più cristiano del mondo sta affrontando l’epidemia col solo conforto della scienza”.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".