L’Agcom ha sanzionato Radio 105 per due puntate dello “Zoo di 105”

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni  ha inflitto una multa di 125mila euro a Radio 105 per due puntate dello “Zoo di 105” andate in onda a fine 2020, il 26 ottobre e l’11 dicembre.

L’ente – riporta una nota – “ha accertato la violazione dell’art. 34, comma 2, del Tusmar che vieta di trasmettere “programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14″.

Nelle due puntate sono state ravvisate  allusioni sessuali, messaggi di intolleranza oltre a “espressioni volgari e denigratorie rivolte in particolar modo contro donne e omosessuali“.

Radio 105 era già stata diffidata per aver diffuso espressioni dal contenuto fortemente denigratorio in violazione del regolamento di contrasto all’hatespeech (Delibera n. 157/19/CONS).

La relatrice  Elisa Giomi, sociologa dei media, ha così commentato la delibera: “E’ fuori luogo parlare di uso iperbolico di espressioni grezze o di mero elemento sonoro – come hanno argomentato, a difesa delle trasmissioni sanzionate, i rappresentanti di Radio Studio 105 – perché il registro umoristico, in queste circostanze, è un’aggravante, contribuisce a creare accettazione e consenso sociale intorno al linguaggio d’odio e allo scherno sprezzante. Ugualmente, il meccanismo della ripetizione ossessiva non determina la perdita di significato delle parole, ma al contrario ne aumenta la carica nociva e il potenziale di riproduzione, come accade con i virus che più circolano più sfuggono al controllo”.

Intanto, Marco Mazzoli  ha dovuto “trattenersi”  perché la direzione ha chiesto di non dire nulla: “Siamo un programma goliardico, siamo buontemponi”. Ma intanto ha parlato di un articolo del Fatto Quotidiano  e precisato la situazione così: “Non saprei da dove iniziare…. Forse dal titolo fuorviante e falso, visto che la multa sarebbe di €125.000 e non €250.000, o forse dal fatto che il processo non è chiuso e che le donne e gli omosessuali non c’entrano nulla con la questione, ma solo le parolacce, che diciamo da 23 anni e non sono una novità?!?!

La cosa assurda è che scrivendo un titolo così d’impatto, hanno dato il via a “haters” che non aspettavano altro e dato il via alla follia di alcuni che ci accusano di aver portato Leone Di Lernia al suicidio!😡
Quando Leo è stato portato via da un tumore!
Poi siamo noi che facciamo istigazione??!?
Complimenti a Ilfattoquotidiano per questo articolo sbagliato dalla A alla Z!👍“”

Nelle scorse ore – sempre in tema Zoo – nelle storie Instagram di Gibba –  lo stesso Gibba ed Alan Caligiuri hanno spiegato di essersi dovuti recare a Vicenza, col primo testimone e il secondo imputato, per uno scherzo “finito male” risalente al 2013.

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".