Checco Zalone batte Pausini ai David di Donatello. Ecco perché lo meritava

Era tutto pronto ai David di Donatello per l’ennesima celebrazione di Laura Pausini. Esibizione da un palco della balconata prima di correre giù in platea certa del successo dopo le onorificenze già conseguite all’estero (Academy Award, nomination all’Oscar eccetera eccetera).

E invece cosa ti va a capitare? Che il David lo vince Checco Zalone con la sua Immigrato, canzone colonna sonora del film comico Tolo Tolo. Lesa maestà! La più autocelebrativa e self centered delle cantanti italiane, colei che è solita farci sapere via social tutti gli eventi della sua giornata, vede cascare la propria mascella per un meme diventato subito virale (foto sopra). I suoi tanti fan che insorgono insultando gli italiani rei di non premiare (a loro avviso) la qualità.

E invece noi siamo contenti. Sì, perché innanzitutto la tanto celebrata Io sì (Seen) della Pausini è una canzonetta piuttosto inconsistente, già sentita mille altre volte dall’artista romagnola come da molte altre professioniste nostrane della musica. E il testo? Amore, relazioni, le solite cose… c’è qualcosa di originale? Se sì ditecelo voi. In secondo luogo si sa come funzionano i grandi premi. Non è la bellezza della canzone in sé che vince: devi avere già un nome (e la Pausini ce l’ha a livello internazionale, senza dubbio), e ti serve un traino che in questo caso più che il film in sé, è la presenza di Sophia Loren, al ritorno cinematografico dopo eoni, e dunque portatrice di una grande valore aggiunto.

E Zalone? Un film comico senza pretese intellettualoidi, ma divertente e intelligente. Una canzone costruita sulle melodie de L’Italiano di Toto Cutugno (una citazione voluta) e cantata alla Celentano (alla fine si riconosce anche l’omaggio a Storia d’Amore con quel “perché perché perché….”). Un testo sagace, politicamente scorretto, divertente ma anche coraggioso. Un testo che dà da pensare, ed è per questo che, giustamente, ha meritato di vincere. Alla faccia degli snob e dei radicalchic.

 

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: [email protected]