Cactus su Radio Capital: un’ora persa che mai più tornerà

Questa mattina è andata in onda la prima puntata di “Cactus – Basta poca acqua” su Radio Capital con alla conduzione Concita De Gregorio e Daniela Amenta.

Il programma – una delle novità del palinsesto – destava molta curiosità, dato che aveva come premessa – e l’ha tutt’ora, ma non è detto che chi scrive avrà la forza per ascoltarne un’altra puntata – quella di raccontare “un’altra Italia” che fa tanto con poco.

Per fare un esempio, qualcosa di simile accade su Radio 24 in “Focus Economia” con Sebastiano Barisoni che ogni venerdì – dopo la classifica delle storture italiane settimanali – parla di startup e progetti  giovani che ce la fanno dal nulla. E poi – almeno in teoria – “Cactus” promette di non essere un programma necessariamente aderente alla nuova linea editoriale basata prevalentemente sull’attualità e sulla politica.

E invece si parla del liceo di Matera, il quale passa quasi in secondo piano, perché nella loro infinita dose di ironia, le conduttrici ci ricordano che Matera – ogni riferimento a Di Maio Non è puramente casuale – non è in Puglia ma in Basilicata, Poi nessuno si lamenti se Capital viene percepita come vagamente schierata politicamente e se ogni tanto spunta sui social la tanto detestata frase: “Quanto ti dà  il tuo padrone?” Perché una battuta è una battuta, ma ripeterla all’infinito porta a drammatici segnali di infantilità o di poco incoraggianti perdite mnemoniche.

Però direte: sarà stato un esordio coinvolgente e trascinante: Spiace deludervi. Anche i dialoghi fra le conduttrici e la interlocutrice di giornata hanno assunto carattere pressoché confessionale. Roba che uno aspetta la pubblicità per rinvenire o – in alternativa -si butta disperatamente sulla frequenza di Radio Maria sperando che ci sia un Padre Livio – heavy metal allo stato puro a confronto – a dargli una botta di vita.

Un’ora, quella passata ad ascoltare “Cactus” il cui gol della bandiera è stato rappresentato dalla musica sempre di livello superiore dell’emittente, ma si tratta pur sempre di un’ora che non tornerà.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".