Zoo di 105: la Top Five del 2019

In chiusura d’anno (con 2 N)e dopo aver fatto la graduatoria generale della radio per il 2019 ecco quella concernente il programma di Marco Mazzoli, lo Zoo di 105.

5 – Squalo vince sempre in trasferta: diciamoci la verità. Per lungo tempo ci siamo chiesti quale potesse essere l’apporto di Squalo, dato che non crea, non monta scenette e pensare di farne un nuovo Leone sarebbe stato folle. La risposta sul suo ruolo è arrivata di recente. Che lo mandiate a Misano a fare il bagno in condizioni proibitive, a Miami a consegnare cose, o in centro travestito da membro, Squalo il risultato lo porterà a casa alla grande. In trasferta Squalo vince sempre.

4 – Maria: si guadagna il quarto posto una delle vittime storiche degli scherzi di Wender, quella che per 5 anni abbiamo creduto essere una ninfomane ed invece è un uomo. Per fortuna di Squalo, la scoperta è avvenuta prima che scendesse appositamente a Palermo per far visita a “Maria”.

3 – Lucilla: ciò che è sempre mancato allo Zoo, una voce femminile ufficiale. E’ merito anche suo se “Polaroid” è cresciuto sino a conquistarsi uno spazio proprio. Lucilla introduce le scenette con notizie bizzarre, poi certo, è anche “Donna pom*ino”. Onori e oneri.

2 – Orologi Fumagazzi: qualcosa di clamoroso. Una cosa ironica nata per prendere in giro un certo tipo di spot del passato,, ha dato vita ad un vero e proprio oggetto di culto, una storia aziendale e le identità dei “fratelli Fumagazzi”. L’impatto dell’orologio per bravi ragazzi è stato tale, che ha messo in dubbio le certezze sui posizionamenti in classifica.

1 – #Zoo20: Fumagazzi o festa? Come scritto sopra, abbiamo vacillato, però poi abbiamo optato per ciò che avrebbe dovuto stare in vetta naturalmente. Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe arrivato alla festa dei vent’anni un programma che secondo la previsione degli stessi creatori sarebbe dovuto terminare dopo pochi mesi, e che negli anni ha subito chiusure, sospensioni e querele? E chi avrebbe mai detto – solo pochi anni fa – che ci sarebbero stati Fabio Paolo e Wender, che forse per certi versi hanno sentito l’evento più dello stesso Mazzoli? Le Migliaia di persone che cantavano la sigla sotto il palco, sono le stesse che sarebbero state lì anche se non ci fossero stati tutti gli ospiti “Extra Zoo”, che hanno finito per mettere fretta ai segmenti dello Zoo e sullo Zoo. Forse questo ai vertici è sfuggito.  Vent’anni: vuol dire che parte dei ragazzini o poco più a cui il programma era rivolto nel ’99, sono diventati genitori con lo Zoo nelle orecchie. Chapeau.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".