Zoo di 105: Il punto è che la riconoscenza non è un obbligo

Giovedì è andata in onda la replica della festa per i vent’anni dello Zoo di 105 su Radio 105 TV, Canale 157 del digitale terrestre.

Marco Mazzoli si è detto “commosso da una parte e incazzato dall’altra. Ringrazio gli ascoltatori su un canale che andava risintonizzato…peccato che non è fregato a un ca**o di nessuno. Neanche un post. Non capisco perché, sono amareggiato…”

E poi: “Adesso ho la carogna, adesso basta, sono al punto di rottura. Adesso è guerra vera. Se stacco il filo…più niente...”.

Il punto è: perché “guerra”? La nuova proprietà ha “ereditato” lo Zoo da Hazan ma punta decisamente su altro, su qualcosa che eventualmente penalizza noi ascoltatori, non i conduttori. Perché oggi il follower è visto come potenziale ascoltatore. Quindi il talento passa in secondo piano. C’è una mezza moda, Vedi la TRAP? 105 la cavalca. Le nuove scelte editoriali son queste.

Però si può fare come DJ Giuseppe, che ha messo a disagio Fabiola ma a un certo punto si è preso la libertà a piene mani, o come Angelo De Robertis che ha salutato dopo quasi quarant’anni non riconoscendo più la “sua” 105. Evidentemente, entrambi avevano la possibilità di fare ciò che hanno fatto.

Le cose sono due:  o decidi che – non sentendoti valorizzato ed essendo impossibile che si realizzi la radio secondo Mazzoli in RadioMediaset – prendi altre strade, permettendo a molti dei tuoi fan di staccarsi da quella che rischia di diventare radio Instagram & TRAP –  oppure pensi che avete famiglia, che Fabio e Wender hanno figli e Paolo un tot di mutui, e allora firmi il resti, se non ci sono offerte migliori, alle condizioni dell’Azienda, stipendi decurtati e politica editoriale compresi.

Molto freddamente, è inutile continuare a ripetere “Ringraziami”. La riconoscenza e la gratitudine sono belle – specie se spontanee e non richieste di continuo – ma, soprattutto in un rapporto non di amicizia ma di lavoro, non sono un obbligo. 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".