Vedrai: testo e significato della canzone di Samuel

Qual è il significato del testo di Vedrai, canzone di Samuel Romano – frontman dei Subsonica- piazzatasi decima al Festival di Sanremo 2017? Come sempre quando si parla di Subsonica e dintorni lo scontato non esiste, così come non c’è posto per il solito testo d’amore, ma c’è sempre una potente introspezione.

Partiamo dalla dichiarazione rilasciata dall’autore ieri in un’intervista a Radio Italia, riferita al verso “Riusciremo a dare ancora un nome a tutte le paure che ci fan tremare”:

“È una dedica all’amore, al fatto che spesso le cose che ci fanno tremare sono quelle che non conosciamo. Nell’amore è uguale, la paura di andare oltre. Il fatto di conoscersi, di capire il vero motivo per cui si sta insieme è molto importante”.

 

Affrontiamo dunque subito il tema fondante del testo, ovvero il cominciare a ricostruire un rapporto minato dalle paure e da “questa distanza che mi sputi in faccia”. E infatti solo così la speranza rinasce portata da un vento caldo di libeccio “E troveremo il modo per dimenticare/La noia, l’abitudine, la delusione/Vedrai che i desideri si riaccenderanno/Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno”.

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Alla noia come fattore distruttivo supremo di un rapporto (citata infatti due volte),  e altra faccia dell’abitudine che sfocia infine nella delusione, si aggiungono il vuoto e la perfezione intesi come due facce della stessa medaglia. Ma la perfezione non esiste e la sua ricerca spasmodica porta all’autodistruzione. E’ nell’imperfezione che rinascono  i desideri “Perché noi siamo l’unica benedizione”, a patto di crederci e abbandonarsi alla conoscenza reciproca che porta alla verità.

Ecco testo e video ufficiale di Vedrai.

Vedrai –  TESTO – SAMUEL ROMANO

Se siamo ancora qui
Vuol dire che un motivo c’è
Lascia qualcosa tra le braccia
E non questa distanza che mi sputi in faccia
Se siamo ancora qui
A imparare come illuderci
A preoccuparci della verità
Vedrai che poi il tempo non ci tradirà
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Se siamo ancora qui
Ad ignorare le difficoltà
Impareremo anche a comprendere
Che esiste un buon motivo per insistere
Sotto un vento di libeccio che dall’Africa
Soffia lieve su di noi la sua sabbia
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione
Dovremo solo ricominciare a respirare, a navigare
Dovrai soltanto dimenticare la noia, il vuoto, la perfezione
Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome
A tutte le paure che ci fan tremare
E troveremo il modo per dimenticare
La noia, l’abitudine, la delusione
Vedrai che i desideri si riaccenderanno
Ricostruiremo il luogo in cui poi vivranno
Perché noi siamo l’unica benedizione
L’unica tragedia, l’unica ambizione

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it