Amici di Radiomusik.it, ecco il “Pagellone” di quest’anno, la TOP Radio 2025, dove troverà posto il meglio e il non meglio di un anno radiofonico. Del resto, nel NON meglio va inserito anche questo articolo. Cesseremo questo appuntamento quando le notizie prenderanno un’altra strada e non passeranno più prima da RTL.
Come ogni anno precisiamo che quanto segue è totalmente soggettivo ed opinabile. Ogni lettore, addetto ai lavori o ascoltatore, dopo avere letto queste righe, potrebbe essere un Alessandro Borghese. Il metodo utilizzato è semplice: si determinano delle categorie, e ad ognuna si abbina una menzione. Qui trovate la TOP Radio 2024
Radio 2025 – Radio Italia: scelta come ogni anno complessa, ma quest’anno chi scrive ha scelto di puntare su Radio Italia, che col suo format e i suoi jingles storici è riconoscibilissima da sempre. Non si possono fare confronti con le rilevazioni passate, ma sicuramente – lo ha sottolineato il professor Astorri – ha ottenuto numeri importantissimi dall’indagine Audiradio.
Personaggio Maschile 2025 – Fiorello (Rai Radio2): e qui si vince facile, con “La Pennicanza” che ha avuto un periodo di “prova” in primavera ed ora è in onda tutti i giorni da ottobre. Ancora oggi Fiorello – in coppia con Fabrizio Biggio – riesce a fare notizia appena dà vita ad un nuovo programma. Personaggi, parodie, imitazioni a tutto tondo e giochi con l’aggiunta di “regali” da parte di grandi nomi come Mina e Cremonini. L’approdo sul 202 ha portato ad un acceso dibattito partito da questo articolo. Se prima c’era “Viva Rai2 e un po’ anche Radio2”, oggi la radio è tornata protagonista principale con la possibilità di scegliere l’opzione visual.
Personaggio Femminile 2025 – Paoletta (Radio Italia): possiamo citare lei come volto (voce) del successo che abbiamo tentato di descrivere sopra. Anche perché quest’anno ha celebrato 15 anni di presenza nell’emittente di Mario Volanti. Lei stessa ha ammesso che la musica italiana non era neppure esattamente il suo genere di riferimento. eppure oggi fa capire di sentirsi pienamente a casa. E come dimenticare, la reazione di cui sotto?
Programma radiofonico 2025 – Il Ruggito del Coniglio (Rai Radio2): questo era facile facile, dato che la storica trasmissione di Marco Presta ed Antonello Dose ha festeggiato trent’anni . Lo scorso 2 ottobre c’è stata una puntata speciale con il pubblico, e recentemente è stato conferito il Premio Rai Radio. Grazie anche all’apporto degli ascoltatori, , il Ruggito ha saputo raccontare gli aspetti più bizzarri della società italiana, profondamente cambiata nei decenni. In tale successo non possono non esser citati anche Paola Minaccioni, Max Paiella, Giancarlo Ratti, Attilio Di Giovanni, Ilaria Della Bidia con la regia di Paolo Restuccia.
Coppia Radiofonica 2025 – Chiara De Pisa e Mauro Casciari (RDS): dal lunedì al giovedì sono la coppia della radio di sera ma ovviamente, almeno per le abitudini di chi scrive, la coppia della RDC, ovvero Radio di Cena. Lei è la conduttrice precisa, ma anche in un certo senso moderatrice rispetto alle “pazzie” e ai continui calembour che l’uomo dei saluti cari – ma anche uomo più volante del pianeta, che Masini scansate proprio – tira fuori di continuo. Decisamente la compagnia migliore, tra le radio nazionali, mentre assapori un bicchiere di vino e cerchi di rilevare tutte le citazioni ed i riferimenti più o meno criptici di Casciari. Di solito qui si cerca anche di cogliere nelle coppie non solo il loro “funzionare”, ma anche l’intesa, e qui ce n’è tanta. Basti pensare a ciò che scriveva Chiara De Pisa l’estate scorsa. Ogni venerdì Mauro Casciari porta gli ascoltatori verso il weekend con Roberta Fiore.
Novità 2025 – Io e Annie – Annie Mazzola (e Ilaria Salvaggio) – (Radio Deejay): diciamo che Annie Mazzola la seguivo abbastanza già a 105, ma dalla scorsa primavera-estate ne ho colto l’esplosività anche in solitaria. E poi con “Io e Annie”, programma del sabato condotto con Ilaria Salvaggio, l’essiccatrice a gogò per il gioco “What’s in the jar”, tra un abituale viaggio in Giappone e una friggitrice ad aria, i sabati sera di chi ascolta la radio passano molto velocemente. Tra l’altro, coincidenza, la trasmissione era in onda sabato 11 ottobre, quando si è diffusa la notizia della scomparsa di Diane Keaton, protagonista del film di Woody Allen che dà il titolo al programma.
Informazione ed approfondimento – Tik Tokers – Marta Cagnola (Radio 24): bisogna fare un passo indietro, alla celebrazione dei 25 anni di Radio 24. Era stato indetto un contest per coinvolgere gli ascoltatori e trovare “il programma che non c’è”. A vincere era stata la proposta “Tiktok Talk” di Esmeralda Dalla Longa. Intuizione da cui ha poi preso vita il programma domenicale di Radio 24 – condotto da Marta Cagnola – così come lo conosciamo. Dall’idea di “spiegare” la figura del creator, si è passati a dar voce a persone che hanno un lavoro, una passione – anche futile – o un messaggio da far conoscere ed hanno saputo usare al meglio i social. In diversi casi è stato sottolineato che l’idea di entrare in questo mondo è venuta durante il difficile periodo della pandemia. Non manca la domanda anche sugli aspetti critici, come ad esempio il rapporto con gli eventuali haters. (qui tutti gli episodi)
Sport – Radio Sportiva: beh è giusto celebrare un anniversario importante per chi da 15 anni – senza dimenticare di dar voce ad ascoltatori sempre più numerosi – racconta instancabilmente emozioni di calcio e sport. Radio Sportiva nasceva mentre il nostro calcio iniziava a smettere di essere grande calcio, soprattutto a livello di Nazionale, e prosegue oggi con l’Azzurro calcistico vede la qualificazione ai Mondiali appesa ad un filo, mentre quello del tennis è una vera potenza. Uno scenario impensabile anche solo vent’anni fa.
Figura dell’estroso 2025 – Catteland – (Radio Deejay): questo è stato un grande esperimento di “manipolazione delle menti” degli ascoltatori (ci son cascato alla grandissima, lo ammetto). Merito ad Alessandro Cattelan, Fosca Donati e soprattutto ai due protagonisti, Walter Proserpio e Maurizio Rossato. Oddio, quest’ultimo si è ritrovato in mezzo ad un “caso” – mentre se ne stava pacificamente alle terme – costruito dai colleghi dopo un microscopico battibecco di un paio di giorni prima. (qui ) e (qui ). Alessandro Cattelan l’ha commentata in diretta così: “Abbiamo fatto intrattenimento. Ieri Maurizio era alle terme. Dato che mercoledì non c’era Walter, e martedì avevano un po’ screziato, abbiamo pensato di portare avanti questa storia. Dal punto di vista dell’intrattenimento, forse è stata la puntata più bella che abbiamo mai fatto. Siamo stati proprio bravi. Da ciò è scaturita una rottura di ma*oni il pomeriggio”.
Citazione 2025 – Filippo Ferraro (RDS): Diciamoci la verità. Esistono le minestre riscaldate, poi c’è quella minestra che si chiama Filippo Ferraro di notte e in qualche modo viene sempre benissimo. Tra gli “SOS Guerrieri”, i domandoni, Alessandro Corsi che ha competenze calcistiche inarrivabili per i più, o sempre Alessandro Corsi che è un po’ vittima delle pungenti ironie del Ferraro di cui sopra, questa è probabilmente la compagnia notturna più piacevole in questo momento. Ma dicevamo di Ferraro, il quale, alle 02:03 del 10 dicembre 2025 piazza il championship point – visto che ormai parliamo tutti come consumati commentatori di tennis – ovvero: “Fare l’amore con l’ex è come le verdure pastellate. Sono sempre verdure, ma pastellate. Hanno quel qualcosa in più”.
Puntata 2025 – La puntata speciale di “The Flight” con Federico l’Olandese Volante (RTL 102.5/ Radiofreccia): andiamo quasi ad inizio anno, o meglio alla fine del 2024, esattamente un anno fa. Federico l’Olandese Volante aveva salutato Radio Norba e gli “appuntamenti fissi” della radio dando la linea al truck di Bari nell’ultima diretta. Il 14 gennaio è tornato negli studi di RTL 102.5 per una puntata speciale di “The Flight” per ripercorrere la sua carriera insieme a La Zac e Matteo Campese. Nello stesso pomeriggio, Federico è stato ospite di Campese/Nessuno anche su Radiofreccia. Successivamente è stata realizzata una serie di podcast che si è conclusa circa un mese fa, “50 anni a tutto rock“.
Sentire e dis-sentire
Nulla di nuovo. Questo è il vecchio “Giù il microfono”, preso in prestito da un tormentone di Cruciani sin dal 2019. Siccome voglio fare un po’ di polemica ma non voglio litigare, non metterò cose “brutte” in ordine di “bruttezza”. Sto invecchiando, sto diventando forse più fragile di quanto già non sia, ergo mi avvarrò del diritto di critica col massimo dell’educazione – come penso di aver sempre fatto – altrimenti mi scuso – con pensieri sparsi. Purtroppo non riesco a non dire ciò che penso.
Imporsi di non ridere quando muore il Papa: uno dei principali fatti del 2025 è stata la morte di Papa Francesco. Ha generato in tutti, credenti e non, sgomento, perché quando è avvenuta probabilmente non ce la aspettavamo. E’ inevitabile informare, aggiornare e approfondire con ospiti, e bene ha fatto – ad esempio – RTL ad aprire le linee per raccogliere le emozioni della gente. Quel 21 aprile è stato in qualche modo sconvolgente, per tutti. Ciò che non mi va giù è l’imporsi di non ridere, l’impostare un tono fintamente mesto . Quando si viene pagati per intrattenere, mentre si intrattiene si sta lavorando. E chi lavora non manca di rispetto a nessuno. Per dire: a chi scrive stanno ancora qua i 3 giorni di stop di RadioMediaset dopo la morte di Berlusconi. Ovviamente, ma questo vale sempre, non solo quando muore una persona importante, l’essere opportuni e non inopportuni sta alla sensibilità del singolo.
La caccia al milione di RDS: sono diverse le coppie che ascolto su RDS: Loreggian-Vernia, Sacchi-Gagliani, ed i già citati De Pisa-Casciari e Ferraro-Corsi. Ma non tutti nella stessa giornata, perché ritengo la “confezione” – credo che voi professionisti dal professor Astorri in giù lo chiamiate “imaging” – un po’ pesante per le orecchie se assunta per un’intera giornata. E’ ovvio che la radio tenderà ad esaltare i propri contenuti, ma qui talvolta forse la prosopopea sconfina un attimo. Hey, noi conosciamo i tuoi gusti (ah, l’editore è Nostradamus e non lo sapevo). Noi siamo la colonna sonora della tua vita (cioè, manco della tua giornata, della tua vita. E un dischello pronto per il funerale no?). C’abbiamo solo noi i super espertoni che selezionano la musicona, oltre alle “branded intro” forse un po’ tanto celebrative come “lo sai che a volte la felicità è RDS”. E poi, è arrivata la pappardella durata tipo una decina di giorni per il raggiungimento del milione di follower: “La nostra community cresce sempre di più, piripì piripì piripì….” Poi per fortuna il milione è arrivato e siamo tornati alla normalità.
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Marco Santin: questo punto è stato quello che mi ha fatto interrogare sull’opportunità di fare o non fare il paragrafo “cattivo”. Però, se non lo facessi mi sentirei ipocrita. I primi mesi di quel che è stato il “Maryland” su Radio Capital nella scorsa stagione sono stati degni del miglior “Grazie Per”, anche se il programma migliore dell’anno scorso – nell’edizione di questo pezzo di un anno fa – è stato il “Mezzogiornale”. Poi il clima si è appesantito. Si dirà: “Ma di fronte a quello che succede a Gaza mica vorrai essere intrattenuto”. Intanto più ripeti un messaggio e più questo perderà forza. E poi, se uno è conosciuto per l’intrattenimento ed è pagato per questo, io mi aspetto che l’atmosfera sia più leggera, non più pesante o addirittura – per usare un termine che odio – “divisiva“. Facciamo un esempio con lo stesso gruppo e la stessa ora in cui andava in onda il “Maryland”, ovvero Fabio Volo. Fabio Volo ha più registri: il dolce, l’amaro e il vero e proprio crudo. Ci sono puntate intere in cui parla della Palestina. E’ la stessa persona che si può agitare mentre battibecca con Adinolfi, e che dà dello stronzo a un ministro oggi vicepremier. Lo sai che è così. Ti piace? Lo ascolti, non ti piace? Cambi stazione. Fabio Volo non è detto che dica sempre cose simpatiche. Perché uno ascolta Santin? Perché fa il divulgatore su ciò che succede nel mondo? Non credo. In trent’anni penso di averlo seguito per altre caratteristiche, ma magari ricordo male io. Ovviamente non tocco cose accadute in estate di cui si è molto discusso, sia perché qui non ci si occupa di crisi internazionali e/o geopolitica – per fortuna mia e vostra – sia perché questo spazio è dedicato solo a cose radiofoniche. Il 19 maggio qualcuno manda un messaggio di complimenti per la vittoria della FA Cup da parte del Crystal Palace, e Santin reagisce con una frase tipo: “Non me la son goduta perché penso a Gaza”. Quindi c’è chi è in grado di mettere in pausa qualsiasi tipo di emozione positiva – lavorativa, privata o totalmente futile come un trofeo di calcio – per quel che accade nel resto del mondo. Se c’è chi è in grado non solo di non essere indifferente (che già è importante), ma di negare la preponderanza della propria vita sulle cose – anche le peggiori – che succedono, chapeau. Sbagliamo noi sempliciotti che di riffa o di raffa diamo corda alla frivolezza delle nostre piccole esistenze e chiediamo alla radio di essere accompagnati in modo semplice semplice. E poi c’è il 21 maggio, che dal punto di vista – ripeto – strettamente radiofonico è forse meno proponibile. Non c’è Mary Cacciola e in sostituzione c’è Matilde Amato. Matilde è quella persona che appena vede la luce rossa apparecchia la situazione con gioia allegria e felicità. Poi parla Santin, e subito attacca con Netanyahu. Ecco, lì penso di avere avuto la stessa reazione che in passato Santin ha raccontato di aver avuto quando si è ritrovato Renato Zero nella macchina di fianco (credo sia stato in un Rai Dire Sanremo. magari 2004). Allora: un conto è se c’è la padrona di casa, dove essendo “socio” al 50% puoi mettere anche quel contributo e la “titolare” lo sa. Ma se per una puntata c’è una delle persone più sorridenti del pianeta, che fa radio esattamente per questo e lo sa (lei) che è pagata per diffondere leggerezza – poverina, si è ritrovata pure a gestire il post-notizia dell’anno il 21 aprile – ma puoi tirar fuori la tua “battaglia”, manco alla fine o durante, ma direttamente ad inizio puntata? Questo è quello che avevo da dire, chiedo scusa se son stato troppo diretto o se qualcuno ritiene che abbia usato termini inappropriati. Ho cercato di essere al massimo civile pesando anche le virgole.
Matti da legare: MAH. in una serie di programmi “nuovi” di Radio2 nei quali di irrinunciabile – sempre parere soggettivo – c’è onestamente poco a parte la trasmissione di Andrea Perroni e Diletta Parlangeli, questo mi pare proprio l’anello debole in un palinsesto non fortissimo. Non era errata l’idea di portare un po’ di cazzeggio nel drive time, ma se questo è divertente per l’emittente, “Ridendo s’impara” (cit), che dire? Contenti voi. E dire che dopo l’esperienza a Radio 105, Barty Colucci l’avevo rivalutato dato che era stato quello che se l’era cavata meglio in anni abbastanza cupi per il drive time di 105. Poi per carità, Mario Benedetto tira fuori delle chicche anche interessanti, ma al momento non riesco ad ascoltare questo programma per più di un’ora. L’ha detto direttore, “Tutto è migliorabile”, e sicuramente nel 2026 “Matti da legare” migliorerà eh, ma per ora sta all’essere un programma piacevole come la Fiorentina alla zona scudetto. La Fiorentina probabilmente alla lunga si salverà, Belen, Colucci (Chiara Becchimanzi) e soci, chissà.
Best Artists 2025
Ovviamente non può non essere citato Olly, che ha vinto Sanremo e – notizia recente – è stato menzionato dal New York Times. E poi, non può mancare Lucio Corsi, la rivelazione di quest’anno, dalla partecipazione a “Vita da Carlo”, a quella al Festival con il duetto con Topo Gigio, sino alla partecipazione – sempre con “Volevo essere un duro” – all’Eurovision Song Contest. Ottimo anno anche per Alfa, che con la collaborazione con Manu Chao per “A me mi piace” ha sostanzialmente conquistato tutte le classifiche. Il Festival dell’anno scorso ha dato maggiore visibilità a Joan Thiele, che poi si è confermata nel duetto nel pezzo di Fabri Fibra “Milano baby”, ma anche a Serena Brancale, che nel 2026 replicherà la presenza a Sanremo, ed ha avuto successo anche con la collaborazione con Alessandra Amoroso in “Serenata”.
C’è anche da menzionare una persona che forse oggi avete rimosso, ma a metà febbraio si parlava solo di lei. Vi sblocco un ricordo. Si tratta della manager Marta Donà, raccontata per alcune settimane come una sorta di eminenza grigia del Festival. Un autentico geniaccio social come Corrado Trisoglio di RDS, la cui squadra l’anno scorso non è che sia andata benissimo, scriveva il 17 febbraio: “Marta Dona’ vieni ad allenare il Milan“.
Come artista straniera è possibile citare Lady Gaga per gli Mtv Video Music Awards, ma anche per il successo con singoli come “The Dead Dance” – l’anno si chiude con un mercoledì – ed “Abracadabra”.
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Radio Capitale 2025 – Paulonia Zumo (Radio Rock): anche quest’anno Radio Capitale, la sezione preferita del sottoscritto in quanto “parco giochi” personale del medesimo, ha dato soddisfazioni con una settantina di articoli su una ventina di emittenti del variegato mondo radiofonico romano. Quest’anno è giusto citare Paulonia Zumo, la “Paroliera di Lucifero” che dopo 5 anni nel weekend dell’ex fabbrica di bisturi – ovvero la sede di Radio Rock – ha conquistato il drive time dell’emittente con il suo “MalRumore”. Dopo l’esperienza condivisa ne “La soddisfazione dell’animale”, con lei adesso c’è Sandro Canori, che cerca di “combattere” dialetticamente con l’intelligenza artificiale.
Consiglio per l’ascolto – La Gabry (Radio Azzurra): dopo aver scritto almeno un articolo su oltre 90 radio diverse coprendo quasi tutte le regioni, mi concedo una riga o due per dare un piccolo consiglio. La Gabry offre un risveglio allegro e soft con “Radiosveglia” dal lunedì al sabato su Radio Azzurra (San Benedetto del Tronto) tra le 7 e le 10.
TOP Radio 2025 conclusioni
E siamo arrivati alla fine anche di questa ennesima lenzuolata di fine anno. Scrivendo mi sono reso conto di pensare che gran parte della forza di Radio2 al momento risieda nelle sue certezze: Ruggito, Social Club, Fiorello, e ci metto pure I Lunatici perché sono di parte. A qualcuno piace Radio2 è il programma migliore fra le novità ed è solo un titolo. Occhio a non trasformarlo in un’affermazione.
L’anno scorso mi ero ripromesso di provare a dare spazio a musica e podcast. Non sono stato in grado di approfondire come avrei voluto, ma un paio di segnalazioni veloci si possono mettere. In ambito musicale da maggio su Radio Monte Carlo c’è “La Boutique de la Musique” con Andrea Munari, mentre per i podcast è emozionante “Bataclan, 10 anni dopo” di Marta Brambilla Pisoni. Il più toccante degli episodi è il quinto.
Ciò detto, se destino vorrà, ma vorrà perché a vigere è ancora la lingua italiana e non la legge degli asterischi (riscrittura improvvisata della frase conclusiva di Luca Casciani di RTR 99), ci si rilegge e ascolta l’anno prossimo. Vi giunga il più sincero augurio di un felice 2026. Nel dubbio, in attesa di sapere cosa accadrà e per non trascurare nessuno, secondo il traduttore, “Buon 2026 e buona radio”, in greco si scrive più o meno così Καλή χρονιά 2026 και καλή ραδιοφωνία.
Stefano Beccacece