The Morning Show – il ritorno di Roberto Marchetti è vicino: “Quest’anno ci sarà tanto da lottare, ma senza rabbia”

Roberto Marchetti – conduttore del “Morning Show” di Radio Globo – sta per tornare ma, contrariamente a quanto anticipato venerdì nel programma, non lo farà a partire dal 6 settembre.

Lui stesso ha spiegato la situazione in una diretta social, ed effettivamente, all’operazione alla quale si è sottoposto, aveva già accennato alcuni mesi fa in radio.

La squadra del “Morning”  nella prima settimana di diretta ha accuratamente evitato di parlare di Marchetti su richiesta del medesimo, inducendo tutti a pensare che lo stesso  fosse diventato innominabile. Ciò ha portato Umberto e Damiano ad essere quasi gettati in pasto alle bestie feroci. Infatti venerdì Damiano aveva detto: “Ho la haters-fobia”. Inoltre, di solito nelle situazioni d’emergenza,  subentra Andrea Torre, mentre stavolta l’assetto sembrava definitivo. I due post del 29 agosto hanno fatto il resto. Alla lunga, la base complotto è diventata uno stile di vita.

Umberto e Damiano, per altro, sono forti e ne abbiamo parlato bene anche qui sopra. Chi scrive ascolta pure il loro “Comedy Radio Show”, trasmesso da svariate radio locali italiane. Solo che il duo ha uno stile che è diverso da quello aggressivo e incarognito, tipico del “Morning”.  Fatte le debite proporzioni, e occhio che stiamo per spararla grossa, è come se Fiorello si mettesse a condurre “La Zanzara”. E’ Fiorello, ma “La Zanzara” fatta da lui sarebbe un flop.

A parte i momentanei dolori fisici, Marchetti è parso già carico: “Ho una voglia di tornare in onda che non vi immaginate”. Per adesso lo speaker si riposa in accordo con la radio, per non ricominciare tutto daccapo, tanto: “ci sarà tempo per fare tutto quello che dobbiamo fare”.

Poi, il passaggio più importante fra le meditazioni del Cartesio dell’FM: “Quest’anno ci sarà da lottare tantissimo, ma dovremo farlo senza rabbia. Se non arrivi alla piazza con una solida piazza interiore, vai là solo a fischiettare. Se parliamo di diritti, e poi non siamo noi i primi ad essere diritti, c’è poco da andare in piazza. Andiamo prima, nel cortile, poi in piazza”.

 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".