Subsonica, alla scoperta dei migliori album del gruppo italiano

Grazie alla tecnologia e all’evoluzione che ha avuto nel corso degli ultimi anni, c’è la possibilità di svolgere attività e raggiungere informazioni e dati impossibili anche solo da immaginare qualche anno fa. Se nel campo dell’intrattenimento, in modo particolare nei casino online slot machine, tale trend è molto evidente, nel mondo della musica lo è solo da poco tempo.

Merito, senza ombra di dubbio, di piattaforme come ad esempio Spotify, che rendono molto più semplice e immediato ascoltare ogni tipo di musica. Ad esempio, gli appassionati e fan del gruppo italiano dei Subsonica hanno la possibilità di ascoltare tutti i principali successi. Proviamo, proprio in riferimento ai Subsonica, che hanno festeggiato da poco i venticinque anni di carriera, quali sono stati gli album che hanno ottenuto il maggior successo, non solo a livello economico, ma anche di apprezzamento tra il pubblico.

Boosta, Vicio, Ninja, Samuel e Max Casacci: cinque artisti d’eccezione che hanno riproposto nel loro tour estivo, in cui hanno omaggiato anche il maestro Franco Battiato, un po’ tutti i brani più famosi della loro carriera. In scaletta ci sono ovviamente tutti i grandi classici, ma non può mancare anche il discorso d’esordio, ovvero quello che ha anticipato di qualche decina di anni delle sonorità che sono tanto diffuse al giorno d’oggi.

Microchip emozionale del 1999

Partiamo dall’album che è stato più amato da parte del grande pubblico e, in effetti, non si poteva partire da nessun altro lavoro dei Subsonica per celebrarli nel migliore dei modi. In effetti, si tratta di un disco che è stato anche rimpianto, oltre che esaltato sotto ogni punto di vista. Tra l’altro, i principali critici del gruppo italiano lamentano sempre il fatto che i Subsonica non sono stati in grado di fare il bis dopo un album del genere.

In effetti, si tratta di un album che ha scritto la storia, dal momento che è stato fondamentale nel passaggio agli anni Duemila e al nuovo millennio dal punto di vista musicale. E, in effetti, da un certo punto di vista, quei critici hanno anche ragione: come è possibile riuscire a replicare un simile capolavoro? In fondo, si tratta un po’ della corrispondenza a livello musicale di un vero e proprio stato di grazia che aveva colpito i cinque musicisti, che sono in grado di unire e combinare alla perfezione gran parte dei suoni che giravano in radio in quel periodo.

Nella pratica, questo disco si può considerare come una sorta di raccoglitore di brani che sono diventati poi quasi di culto, fino ad arrivare a una scaletta che non presenta mai un intoppo, oltre che testi decisamente impegnati, ma anche fuori dal comune sia dal punto di vista del lessico che in riferimento alla struttura, per non parlare dei suoni, che vanno da beat a sintonizzatori, passando per le chitarre.

L’eclissi, album del 2007

È questo molto probabilmente il secondo capolavoro dei Subsonica. Dopo l’inavvicinabile Microchip Emozionale del 1999, ben otto anni dopo, ecco che viene proposto un nuovo disco da parte della band italiana, in cui pare invertire la rotta rispetto alla via verso il pop-rock che pareva che i Subsonica avessero intrapreso, lasciando un lavoro molto più crudo e probabilmente non così adatto alle radio, che non è facile da ascoltare, dominato da un’elettronica asfissiante e, per certi tratti, anche decisamente gelida.

Alla base di questo secondo grande successo della band italiana troviamo sicuramente il fatto di puntare molto su delle chitarre decisamente più educate, una cassa dritta e, al contempo, lasciare libero sfogo ai sintetizzatori. Ancora una volta i testi paiono decisamente ispirati, con quelle immagini che ripercorrono la mente dominate da un sentimento nostalgico.

 

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: [email protected]