Spotify arriva in Italia: scopriamolo insieme

In perfetta concomitanza con il Festival di Sanremo 2013, il 12 febbraio è finalmente arrivato in Italia Spotify, il servizio di condivisione musicale in streaming che dà ai propri utenti la possibilità di accedere ad un’enorme libreria di brani appartenenti ad una vasta serie di case discografiche, fra le quali Sony, Emi, Warner music Group (senza dimenticare la scena indipendente).
Questa piattaforma, nata in Svezia nel 2008, è definitivamente sbarcata anche nel nostro paese in versione gratuita, Unlimited (senza pubblicità e limiti di tempo) e Premium (fino a 320kbps di Bitrate e accesso offline alla musica). Ma che cos’è di preciso e come funziona Spotify?

Innanzitutto, ricordiamo che questo servizio è disponibile per Microsoft Windows, Mac OS X, Linux e per i dispositivi mobili equipaggiati con iOS e Android; Spotify vi permette di ascoltare le vostre canzoni preferite divise per artisti, album, etichette, generi, playlist oppure tramite la ricerca diretta del brano che vorrete ascoltare.
Una volta iscritti con un account free avrete a disposizione un periodo di prova di 6 mesi nei quali, grazie alla presenza di annunci pubblicitari, avrete accesso illimitato alla vostra musica preferita; dopo questo periodo, avrete un tetto massimo di dieci ore di ascolto al mese.

Inoltre, uno dei principali punti di forza di Spotify è la possibilità di creare playlist e condividerle con i vostri contatti, sia all’interno della piattaforma stessa, sia su alcuni social network: nel caso di Facebook, in particolare, ricordiamo che dal 26 settembre 2011 tutti gli account Spotify sono obbligatoriamente collegati al vostro profilo, in modo tale che i vostri contatti possono vedere i brani che state ascoltando in tempo reale.
Molto interessante anche la funzione Radio, che vi permette di selezionare delle playlist relative al vostro genere (o periodo) musicale preferito e ascoltare una serie casuale di brani in linea con la vostra scelta: io per esempio ho appena cliccato sulla sezione “R&B” e ora sto ascoltando “U got it Bad” di Usher.

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Semplice, intuitivo e molto “social”: Spotify sembra proprio avere tutte le carte in regola per diventare il nuovo punto di riferimento di un mercato musicale che, inesorabilmente, sta diventando sempre più digitale.

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