Radio 24: epico scambio tra Cruciani e Seminerio a colpi di cinguettii

Uno ha appena chiuso quella che ad oggi potrebbe essere stata la penultima stagione del suo programma mentre l’altro ha concluso la propria esperienza con “I conti della belva” con Carlo Alberto Carnevale  Maffé e Renato Cifarelli – a seguito del mancato rinnovo di contratto da parte di Radio 24 nei confronti di Oscar Giannino.

Mario Seminerio e Giuseppe Cruciani hanno dato vita ad un vivace scambio di tweet. Tutto è partito dall’annuncio di David Parenzo del ritorno de “La Zanzara” il 2 settembre.

 

Seminerio sarcasticamente commentava poche ore fa: “Approfittate della perla del palinsesto di @Radio24_news, la qualità prima di tutto!”

Cruciani: “Non ho mai capito che cazzo vuole @Phastidio da noi. Forse vuole decidere i palinsesti di una radio generalista. Si può fare, basta candidarsi. Si accomodi”.

Seminerio: “Io da te nulla, figliolo, cazzo incluso. Però vedo che ti serve la caciara per restare vivo. Inclusa la parodia “se vuoi fare radio, candidati”. Sei diventato molto prevedibile, lo sai?”.

Cruciani: “A me non serve nulla per restare vivo. Ma con me questa lagna non attacca. Sono stato sempre il primo sostenitore di @OGiannino e di tutti i suoi programmi, e lui lo sa benissimo. Dunque non mischiare cose e vicende diverse”.

Seminerio: “Infatti non mischio. Sto esprimendo un giudizio sulla qualità del palinsesto della radio. Devo candidarmi per farlo? A cosa, esattamente?”.

Cruciani: “Fai quello che credi, figurati. Anche tutti i giorni. Ma sai benissimo cosa voglio dire. Chiudo solo mandandoti questa foto. W @OGiannino, sempre. Non esiste solo un modello di radio e di trasmissioni, sei abbastanza intelligente da capirlo. Ciao”.

 

Seminerio: “Ovviamente non esiste “un solo modello”. Qui parlavamo di qualità, infatti. Peraltro nella radio di Confindustria. Ma ritengo già un progresso il fatto che io possa esprimermi senza dovermi “candidare”. In questo breve scambio ti ho migliorato, direi. Ciao”.

Cruciani: “Candidarsi a fare un palinsesto, questo era il senso. Perché i tuoi giudizi sono frutto di quello che è successo, cosa legittima per carità. Diciamo che prima non erano così espliciti, ecco. Poi chi decide la qualità? Chi? E comunque non ho bisogno di essere migliorato, ariciao”.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".