Quarant’anni di Radio Deejay – Giorgio, Gabriele e Furio: quando le meduse sembrano i Pooh

Meno due. E’ sempre più vicina la festa per i quarant’anni di Radio Deejay, ovvero Party Like a Deejay. Va verso la conclusione anche la nostra serie di articoli basati sul podcast “Forty Forti”.

Questa volta vogliamo parlare del Trio Medusa, che conduce “Chiamate Roma Triuno Triuno“. Quella di Giorgio, Gabriele e Furio è la storia di tre compagni di giochi, che sono diventati colleghi. Spesso, poi, quando delle persone hanno successo all’interno di un gruppo, si fatica a vedere da soli i singoli elementi. In passato ne hanno parlato personaggi come Giorgio Gherarducci della Gialappa’s Band o Pau dei Negrita. Non puoi andare in farmacia da solo senza che qualcuno ti chieda: “ma gli altri?”. Come se per il singolo fosse inconcepibile una propria vita al di fuori del gruppo.

Dall’episodio a loro dedicato traiamo quanto segue: “La radio – data per morta da anni – è viva e vegeta.   Vive sempre una seconda giovinezza, E ti permette di farla a qualsiasi età. Anzi, diventando più grande, diventi più bravo acquisendo esperienza”.

Ed anche: “A Deejay hai una libertà creativa massima. Se Linus ti sceglie, ti sceglie per quello che sei, non per quello che fai. Tecnicamente non siamo i più bravi. Professionalmente siamo sconclusionati. A volte il programma è un papocchio di roba, ma se ascolti questa trasmissione, è perché ti senti parte di un clima, un gruppo. Ti sembra di non stare da solo in macchina”.

Ma i tre hanno posto l’accento su quanto non ci sia invidia per le esperienze televisive di Corsi, che da attore – oltre ad aver fatto teatro – ha recitato pure in un capolavoro assoluto come Alex l’ariete. Di fatti: “Sai che quando gli altri due ti dicono qualcosa, non stanno facendo un gioco. Quando Gabriele ha iniziato a fare TV (dice Furio ndr) – io e Giorgio siamo stati tirati per la giacchetta. Ci chiedevano se non fossimo invidiosi. Non sanno che andavamo a vedere Gabriele a teatro a Viterbo. Siamo solo felici, perché andavamo a vederlo molto prima di essere Trio Medusa. Spesso noi andiamo a vedere i suoi programmi – soprattutto alle prime – tra il pubblico”.

Ancora: “Se uno dei tre si prendesse un momento sabbatico, gli altri capirebbero. Questa possibilità di fare anche altro, rinsalda. E poi, noi non parliamo mai di soldi. Le nostre scelte non sono mai legate al denaro. Abbiamo scelto in base al divertimento, alla soddisfazione e alla libertà. Quando una cosa ha smesso di divertirci in una cosa, abbiamo smesso di farla”. 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".