Quanto è bello ascoltare Radio Sportiva adesso?

Due cose coincidono. I  palinsesti di agosto dei network offrono contenuti non brutti, certo, ma sicuramente non irrinunciabili.

E poi son capitate le imprese di Gianmarco Tamberi e soprattutto Marcell Jacobs; roba che anche se sei un banale pallonaro che di atletica ne sai poco più di nulla, non puoi non commuoverti di fronte al fatto che il successore di un certo Usain Bolt è italiano.

E’ la nostra estate, e nelle date che di colpo si fanno memorabili (a partire  dalle tappe della cavalcata ad Euro 2020), Radio Sportiva diventa irrinunciabile. La competenza e la professionalità della redazione non sono in discussione, sin dal dicembre del 2010, ma un po’ devo ascoltare altro, un po’ una fruizione prolungata per tutto il giorno, tutti i giorni, rischia di diventare, idea personale, vagamente alienante.

Ma quando si verificano giornate epiche, e questa mattina è arrivato pure l’argento di Vanessa Ferrari, Sportiva non solo racconta emozioni, ma diventa di fatto libidinosa.

Le interviste, gli interventi degli opinionisti e gli approfondimenti, altro non fanno che prorogare il momento di festa, titillare il senso patriottico e – per essere meno retorici e più terra terra –  gettare benzina sul fuoco della tua porca goduria.  E’ come avere per le mani un giornale che non finisce mai, e che dice ripetutamente quel che sognavi di leggere.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".