Non torneranno più: video, testo e significato del nuovo singolo dei Negrita

Da Venerdì 25 Maggio è uscito il nuovo singolo dei Negrita che si intitola Non torneranno più. Il brano è scritto dai Negrita e prodotto da Fabrizio Barbacci ed è tratto dall’album “Desert Yacht Club”.

Negrita – Non torneranno più (video)

Il luogo scelto per le riprese del video è il Salento, la seconda casa del gruppo. Nel video, 4 amici si ritrovano a fare le loro ‘ragazzate’ adolescenziali e che dopo anni tornano sullo stesso posto per ripercorrere le stesse emozioni

Negrita – Non torneranno più (testo)

Non torneranno più
Le mille notti in bianco
La gioventù al mio fianco, Roby Baggio e l’autostop
Non torneranno più
I miei vecchi polmoni
La naia tra i coglioni, scioperi e università

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Whoa
Io guardo sempre avanti
Ho sogni più arroganti ma oggi no
Whoa, whoa
Non torneranno più
Gli amori di un estate
Le lingue consumate, gli occhi rossi e Kurt Cobain
Non torneranno più
I giorni da buttare
Le sbronze prese male e le cattive compagnie

Whoa
Io guardo sempre avanti
Ho sogni più arroganti ma oggi no
Whoa
Lasciatemi i miei santi
Nel giorno dei rimpianti
Ora che il cielo è meno blu, whoa
Ora che tutto è un déjà vu

Non torneranno più
Quegli anni spesi a ridere
La tua voglia di vivere mi manca amico mio
Vorrei incontrare Dio
Per dirgli cha ha sbagliato
Che non l’ho perdonato e che non lo farò mai

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Whoa
Io guardo sempre avanti
Ho sogni più arroganti ma oggi no
Whoa
Lasciatemi i miei santi
Nel giorno dei rimpianti
Ora che il cielo è meno blu
Ora che tutto è un déjà vu
Ora che il cielo è meno blu
Perché non ci sei più

Avremo figli da governare
E molti rospi da ingoiare
E avremo scuse per i peccati
Se non li avremo già dimenticati

Negrita – Non torneranno più (Significato)

Non torneranno più è una canzone che nasce dal rimpianto per la perdita improvvisa di un amico speciale. Riflette sulle esperienze, gli idoli della giovinezza e le emozioni, al tempo nuove, che non potremo più avere, il testo scaturisce anche dall’amarezza e dall’impotenza di non poter riparare a ciò che ormai è stato fatto e che non tornerà mai più.
Ma è pur sempre un inno alla vita. Alla gioventù. Spensierata, libera, curiosa e ribelle.

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