Poche ore fa è stata diffusa la notizia della scomparsa di Papa Francesco, lasciando il mondo nello sconforto, nel dolore e in fondo anche un po’ nello stupore considerando che l’ultima uscita pubblica del Santo Padre è avvenuta poche ore fa.
Ci si interroga spesso su come debba comportarsi una radio quando avvengono eventi simili. Chi scrive era sintonizzato su Radio Capital, dove Matilde Amato stava affrontando una puntata molto leggera, da Pasquetta. Poi arriva questo tipo di notizia, ed ecco che per un qualsiasi conduttore le cose si complicano, perché il tempo non passa più e in qualche modo devi galleggiare tra quel che stavi facendo – ovvero trasmettere leggerezza – ed il doveroso rispetto. Su Capital si è parlato di buon vicinato e di cose che si imparano a fare in età adulta.
La scomparsa del Pontefice, comunque lascia uno sconvolgimento emotivo. Lo si è percepito su RTL 102.5, dove sono state aperte le dirette, intervengono ospiti, e nell’evidente smarrimento che ha colpito tutti, Giovanni Perria ha annunciato e letto lo stesso post – del Ministro degli Esteri Antonio Tajani – letto da Enrico Galletti pochi secondi prima.
In questo momento la radio può essere uno strumento di conforto, ecco perché vengono aperte le linee rispetto a una notizia che probabilmente ci stavamo abituando – e immagino che per i vari conduttori sia stato lo stesso in questi giorni – a non ritenere imminente.
I ricordi affettuosi di Papa Francesco
Ci sono modi diversi di affrontare la notizia. Il programma di Rai Radio2 “Non è un Paese per giovani” ha avuto ospite Carlo Conti, che ha raccontato come è nato il videomessaggio in occasione del Festival di Sanremo. E poi ha raccontato il primo incontro col Papa: “Mia moglie avrebbe voluto chiamare nostro figlio Matteo, io Lorenzo. Tentai di far decidere a lui, sapendolo tifoso del San Lorenzo. Lui rispose che sono belli tutti e due”. Il figlio di Carlo Conti, comunque, si chiama Matteo.
E poi c’è Andro Merkù, imitatore prima de “La Zanzara” – con momenti memorabili – e ora di “Bonjour Bonjour” su Radio Monte Carlo, che ha imitato Papa Francesco sin da subito, sino a sentirlo come una parte di sé: “Ho imitato il Papa dal giorno del “Nuntio vobis..” Difficile da spiegare, ma è diventato parte di me, della mia vita. Entrando nel personaggio quotidianamente, ti affezioni. Diventa molto più di una semplice imitazione. Vi confesso: non sono credente, ma sono affranto. Buon viaggio, Papa Francesco”
Trattando quotidianamente temi molto più “bassi” rispetto ad un avvenimento del genere, chi scrive ha cercato di usare le parole più giuste – o meno sbagliate – possibili – per trasmettere uno stato d’animo che ha colto tutti. Se un mese fa – pur nella preghiera – era necessario essere ‘pronti a tutto’, oggi pensavamo di vivere una normale giornata di festa, ma ci siamo ritrovati emotivamente impreparati e sconvolti.
Stefano Beccacece