Ma con chi ce l’ha Jake La Furia? Il video di “Musica Commerciale”

È un vero caso (o vorrebbe tanto esserlo, mettiamola così) l’ultimo singolo di Jake La Furia, ex-membro dei Club Dogo, visto recentemente alla tv nel programma “Tormentoni” con Max Pezzali e Paola Iezzi.

Il titolo è Musica Commerciale e come vedrete dal testo il rapper si scaglia contro tutto e tutti, rei di insultarlo e di considerarlo un venduto (da qui il titolo). L’invettiva sembra indirizzata in primo luogo verso altri rapper “pivellini” o addirittura contro gli appassionati del genere, e tra un “zio” e un frate” dipana tutti i cliché hip hop più abusati.

“Non sono andato a scuola”, il quartiere come culla dell'”artista” (si fa per dire eh)… e poi ancora “io sono venuto prima di te”, “io sono più bravo” ecc ecc.

Insomma, tra una parolaccia e l’altra, si snocciolano tematiche da Asilo Mariuccia o da scuola elementare/media a Quarto Oggiaro, famigerato quartiere “male” di Milano. Tutto già sentito e digerito con uno sbadiglio. Non chiameremo il nostro Jake “rappaminkia” a la Povia giusto per un dovuto rispetto all’età non più verdissima (il nostro Jake alias Francesco Vigorelli è del 1979) ma i suoi testi sembrano (supponiamo volutamente) scritti da un 13enne.

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Ciò detto, svelaci il mistero. Jake, ma con chi ce l’hai, davvero non vuoi fare i nomi? Eddai….!

Ecco il testo, segue il video ufficiale, con Vigorelli in versione IT, ovvero il clown malvagio di Stephen King. Oddio, un libro??? Eh già proprio un libro. Esistono ancora.

PS: per i coraggiosi, a quanto pare l’album d’esordio solista di JLF esce in ottobre. Contenti voi…

Ecco il pezzo in anteprima audio.

Video Musica Commerciale | Jake La Furia

Permettete una parola, che da un po’ che ho nella gola.
Tanto parlo come mangio, sono andato poco a scuola.
Rappo e so di cosa parlo, ciò che scrivo è ciò che ho visto,
quando io ho iniziato a farlo, voi eravate al catechismo.
Oggi è di moda zio dire fallito all’unico che ci è riuscito.
Io voglio tutto da che sono nato, mi prendo il braccio, tieniti il dito.
Oggi è di moda zio fare gli artisti, scrivere zero zio come Battisti,
prendere meno ma con zero rischi e dire che figo non vendere i dischi.
Io faccio musica commerciale,
perché mi piace farvi incazzare,
però resto un genio al soldo del male,
perché al contrario di voi so rappare.
Sono una fabbrica di successi,
sul palco non sul PC,
e non ho mai venduto me stesso,
però io ho venduto i cd.
Ce l’ho fatta senza tv, zio, senza la radio, senza You Tube.
Ho fatto i mixtape i dischi in cantina, io sono il motivo per cui esisti tu.
Sciacquate la bocca se per nominarmi, è grazie a me che potete insultarmi,
quando in Italia l’hip hop era morto, ho fatto un disco che ancora ne parli.
Se il quartiere rendesse più vero, zio farebbero tutti il rap di lavoro.
Poi se ti metti due grammi in più d’oro pensano che non sei più uno di loro.
Zio sono sempre campato da solo al mondo e forse è meglio così,
perché se la gente ti volta le spalle, chi non ti tradisce è il microfono e il beat.
Zio puoi odiarmi questa è la democrazia, l’attico contro la via.
Però sei speciale soltanto a odiare solo chi è meglio, il rap è sempre cosa mia.
Posso rappare del cazzo che voglio, zio fare i muscoli al mio portafoglio.
Se tu continui ad averlo nel culo, zio non insistere comprati l’olio.
Se la gente non viene ai concerti, se i cd non li vuole pagare,
non è che l’Italia è un Paese di merda, siete voi che fate cagare.
Frate, non è che è un messaggio nascosto, frate non è che ho paura piuttosto,
vorrei fare i nomi ma ho detto che fate cagare, fra e quindi manco vi conosco.
Zio faccio musica commerciale, perché la gara non c’è non è qui.
Perché mentre voi siete a casa ad odiare, io sono a farmi un culo così.
Perché in questo mondo di numeri, zio devi essere il numero uno
e sarà solo Dio a giudicarmi, ora per me puoi andare affanculo.
Rappagli una bomba,
’sti rapper con la fotta,
tappagli la bocca,
Jake, tappagli la bocca.
Musica commerciale

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