Lo Zoo di 105 celebra il ritorno in vetta grazie ai dati relativi al terzo trimestre del 2025: ” E si chiude l’anno in bellezza!!![]()
![]()
Grazieeeee”. Lo Zoo nel quarto d’ora medio ottiene 1.126.000 ascoltatori col 14,5% di share.
Lo Zoo ha costante necessità di rinnovarsi. Servono persone nuove, più giovani e con una visione diversa. Non tutti i nuovi ingressi hanno funzionato. Nella “Scuola di voce” di Maurizio Merluzzo hanno parlato del Pancio. E poi, come si sa c’è stato il non felicissimo approdo del fu Mauro Mauro. Proprio mentre si parlava del Pancio, è emerso un dettaglio che, riguardando il “fuori onda”, l’ascoltatore non può immaginare. La goliardia c’è durante la diretta, ma nella fase di scrittura e di creazione, ognuno pensa al proprio lavoro e “quasi non ci salutiamo”. Quindi, anche dover spiegare ad un nuovo arrivato ‘come si fa lo Zoo’ è quasi tempo tolto al lavoro.
Quando possibile, si va a recuperare vecchio materiale per vedere se può essere riutilizzabile. Per esempio, uno dei nuovi lavori ben riusciti è la parodia di Jake La Furia, che non ha mai tempo per la radio ed è la rivisitazione della parodia di Max Brigante. Oppure, funzionano sempre le grandi catene/shop on line. Quello che è stato “Mondo deficienza”, oggi è “Pelù”/Temù. Quando andavano di moda le suonerie c’era “8×8 48”, poi è arrivato “App & App”. Paolo Noise è specialista negli spin-off: ne sono nati da “Caro diario”, da “Cose verissime”, e ora funziona parecchio “Cose di casa”, che nasce dal blocco – ovviamente gonfiabile – “Intrex”.
Ma Marco Mazzoli rassicura: “Per noi (a livello economico, ndr) non cambia un c….anzi, il ‘Bellissimo’ dice di leggere i numeri al contrario”.
Stefano Beccacece