L’inutile polemica di Anna Oxa sull’esclusione dal Festival di Sanremo

Vogliamo spendere due parole sulla polemica innescata da Anna Oxa in seguito all’esclusione dal cast del Sanremo. Tutti gli anni, infatti, tocca sentire la solita solfa da parte di qualcuno che ha partecipato a innumerevoli edizioni e soltanto per questo si sente intitolato a prendervi parte per sempre.

La cosa ancora più inaccettabile è l’aver tirato in ballo motivazioni politiche. Ora, è vero che Fabio Fazio è un conduttore schierato da una certa parte, ma ugualmente rifiutiamo di cadere nel solito tranello che in Italia tutto vada sempre per amicizie o contiguità ideali. Il cast è lì da vedere, ed è artisticamente ottimo, forse il meglio che Sanremo potesse offrire nell’anno di grazia 2013. E’ davvero da tanti anni che non vediamo tanta qualità e novità, e vi assicuro che chi vi scrive non ha alcuna contiguità politica con il presentatore, e gli interessa solo e soltanto il valore artistico.

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O vogliamo tornare ai tempi di Tony Renis o di Pippo Baudo per rivedere sul palco i soliti parrucconi dei tempi che furono? (Che poi Pippo Baudo è il meno peggio, in fondo ogni tanto qualcosa di nuovo cercava di portarla). Ma sentiamo le parole della cantante pugliese, quattordici volte a Sanremo, ricordiamolo!

“Sono stata esclusa per ragioni politiche. Ero nei 14 finalisti a mezz’ora dall’annuncio dei nomi. E poi sono stata tolta, dopo una litigata pazzesca. Perché sono un cane sciolto, non ho appartenenze. Questo festival sembra un sottoprodotto del Concertone del Primo Maggio. Che non è musica, ma evento. E Fazio è un ciambellano del potere politico”.

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Ma non è che magari le canzoni presentate non fossero all’altezza? A noi riesce francamente difficile inquadrare la Oxa nell’attuale scena musicale. Per carità, ha portato innovazione e vanta canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo: una su tutte, Un’emozione da poco, vero capolavoro storico nato all’Ariston. Ma il tempo passa per tutti, e una parabola artistica può anche giungere a termine, magari per lasciare spazio a gente che ha ancora qualcosa da dire, come Marta sui Tubi o Raphael Gualazzi, per citare due artisti relativamente nuovi e freschi.

E comunque c’è sempre spazio per pubblicare un disco al di là della kermesse e portarlo al gradimento del pubblico. No? Non fanno così anche Gianna Nannini, Jovanotti, Pino Daniele e tanti altri che di Sanremo non sanno che farsene?

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it