Linus: “La mia generazione sta salvando l’Italia dalla radio di flusso. Ecco quando potrei smettere”

In un’intervista rilasciata a “Repubblica”, Linus ha parlato del momento della radio italiana. Lui la radio la fa da 43 anni: “mi ero ripromesso di smettere a 42, come i chilometri della maratona, una delle mie passioni, invece non ce l’ho fatta e ora mi sono dato come traguardo i 45, come i giri dei dischi di quando eravamo piccoli”.

Linus ama così tanto fare la radio: “La radio è semplice e quindi vera. È il mezzo più facile e proprio per questo più difficile. La tv ha bisogno di struttura, di persone, di immagini che spesso valgono da sole, la radio no, puoi farla ormai da solo, con un computer che ha tutte le canzoni del mondo. Ma poi per costruire la differenza ci devi mettere del tuo, devi raccontare delle cose, usare l’ironia. E questo la fa essere la più bella“.

La parte più sorprendente è forse l’analisi del momento attuale della radio, la quale “sta bene, ma si sta preparando a un cambiamento inevitabile“, ovvero “Diventerà come negli altri paesi del mondo, Stati Uniti, Francia, Inghilterra. Lì hanno già tirato i remi in barca, poche parole, un solo programma di intrattenimento alla mattina e poi via di flusso. Qui in Italia ancora ci salviamo”. E questo perché: “in onda ci sono quelli della mia generazione. Noi diamo ancora personalità alla radio, alle nostre trasmissioni. E la piccola rivalità di cortile tra le emittenti è uno stimolo continuo, una ricerca ad essere considerati i più bravi da chi ascolta”.

Radio Deejay oggi è: “Una radio che punta più sui personaggi e sulla personalità perché la musica la trovi ovunque e allora la differenza la deve fare chi va in onda. Mantenendo anche fede al ruolo del deejay: guardare oltre, saper cogliere i segnali per proporre qualcosa di autentico“.

I migliori conduttori per Linus: “Gerry Scotti, P3 Piero Cozzi perché è stato il primo e perché si è tolto presto dalla radio mitizzandosi, e Claudio Cecchetto che non era forse un grande deejay nel senso tecnico ma che già mostrava una creatività superiore”.

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".