La Zanzara tra l’addio annunciato da Gottardo e Giovanni da Reggio Calabria che ci ha lasciato

No sarà un inizio settimana facile per Giuseppe Cruciani e La Zanzara. Venerdì – dopo una settimana di diretta -Alberto Gottardo ha annunciato l’addio tramite Facebook dopo averlo anticipato già n studio: “E’l’ultima, mi odiano”.

Questo è il post che ha scritto in questo gruppo: “Questa è stata la mia ultima puntata. Avete vinto voi con le vostre cattiverie, malignità e mail alla direzione. Lunedì non mi sentirete più. Spero che almeno la smetterete di insultarmi ora. Ho parlato con Giuseppe, era mortificato. Ma è meglio così per tutti, dice. Grazie lo stesso a chi mi ha voluto bene e sostenuto”.

C’è una cosa inquietante: le mail alla direzione. Normalmente gli insulti non dovrebbero essere una cosa normale, ma siamo alla Zanzara, e Parenzo sono anni che si prende di tutto. Ma le mail alla direzione, no. Ma finora chi le ha mandate ha ascoltato la Zanzara o Zapping? Costoro sappiano che si sono comportati come chi ogni giorno vorrebbe  la trasmissione censurata, limitata, chiusa.

E non dite che davvero credete che abbia “insultato tutta la Guardia di Finanza” quando ha parlato dei finanzieri coinvolti nel caso “Sea Watch”. Radiofonicamente, lasciare tutto nelle mani di Parenzo – ormai palesemente stanco e per altro impegnato con “In Onda” – senza la presenza di Gottardo, è come passare dallo smartphone alla cabina telefonica occupata.  Quindi, sentiremo come aprirà la puntata Cruciani, e capiremo se ci saranno margini per sviluppi differenti.

Giovanni da Reggio Calabria ci ha lasciato

Ieri sera  è giunta la notizia della scomparsa di uno degli ascoltatori “storici” – uno di quelli che chiamano – della Zanzara ovvero Giovanni da Reggio Calabria, al’anagrafe Giovanni Prestipino.

Nel programma è passato alla storia per aver lanciato tormentoni come “Come Macronne“, “Ibbrido” e “Il fascismo sta facendo tocche tocche tocche”.

Già, perché il signore – di ottant’anni circa e molto legato al mondo della lirica –  aveva delle lievissime simpatie nazifasciste.

Chissà se ha bussato alle porte del cielo facendo “tocche tocche toche“. Intanto, riproponiamo una epocale telefonata a cui ha preso parte anche la figlia Eugenia.

 

 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

Commenti Facebook

commenti

About Stefano Beccacece 2594 Articles
Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".