La playlist di Euro 2020 con l’Italia campione

Passata, più o meno, la sbornia per la vittoria della Nazionale di Roberto Mancini ad Euro 2020 a Wembley in casa degli inglesi, vogliamo selezionare le tracce più significative di questo Europeo che ricorderemo per sempre, per il modo inaspettato. Se nel 2006 ha stradominato il “Popopopo”, di “Seven Nation Army”, oggi troviamo diversi brani significativi.

Beh ovviamente si parte da We are the People, inno ufficiale di Martin Garrix feat. Bono & The Edge. Le varie radio hanno martellato sin da inizio giugno, e prima che partisse la competizione, forse non se ne poteva già più. Ma va benissimo così.

Never going Home” di Kungs, va citata perché è stata spunto per il coro “E l’Italia ha fatto gol”.

La semifinale con la Spagna è preceduta dalla morte di Raffaella Carrà, che era legatissima ad entrambi i paesi, e a Wembley nel riscaldamento viene suonata – sarà così anche dopo la vittoria – “A far l’amore comincia tu”, ripresa un decennio fa da Bob Sinclar.

E come non citare la celeberrima “Football’s coming home” divenuta “It’s coming Rome” con cui potremo perculare gli inglesi per anni, perché va bene non essere scaramantici, ma tatuarsi le coppe prima delle finali, e fare i countdown, è veramente eccessivo. Altro che pelle dell’orso. Del resto mel 1996 Southgate falliva il rigore in casa, e oggi è caduto ai rigori in casa.

Della canzone regina parleremo tra poco, ma va detto che Donnarumma para l’ultimo rigore inglese e parte – in una giornata storica – “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” di Jovanotti.

E veniamo a “Notti magiche” recuperata dagli Azzurri durante il torneo e diventata colonna sonora, inno del bus per ogni turno passato. Negli anni Novanta ci aveva lasciato l’amaro in bocca per la finale sfumata ai rigori. Oggi Insigne, Donnarumma, Florenzi, e compagni l’hanno riportata al top. Un’estate Italiana” era il titolo della versione di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato. La versione originale è però questa, di Giorgio Moroder Project. Ma alla fine, cosa ricorderà Barella dei suoi -7 anni?

 

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".