In radio per essere scorretti bisognerà tornare ad essere corretti

Grazie a determinati programmi, negli ultimi anni in radio sono state allentate certe “catene” e sono venuti meno alcuni tabù linguistici.

Da tempo ormai è stata sdoganata la parolaccia, anche se in qualche caso, sembra buttata lì a casaccio giusto per poter dire di essersi uniti alla schiera di coloro che non hanno timore ad usare un linguaggio forte.

Riflettevo sull’introduzione della puntata del 7 aprile di “Giorno per Giorno Cor Veleno” di Luca Casciani – conduttore controverso forse, ma probabilmente il miglior solista radiofonico in Italia – ed effettivamente ha ragione lui.

Ormai la radio pullula – a livello nazionale ma anche locale – di trasmissioni che si definiscono (spesso senza esserlo) senza freni, politicamente scorrette e “scomode”. A forza di scomodità, la radio comincia a somigliare al water di un fachiro.

E allora, visto che per attirare pubblico si continua a promettere che si dirà ciò che non si dice, e che in fondo il concetto è “adesso gliele cantiamo noi”, ecco cosa ha detto Casciani un paio di settimane fa: “Essere politicamente scorretti è diventato uno sport. Come dico spesso,  col fatto che tutti vogliono essere politicamente scorretti, alla fine per essere scorretto dovrai tornare ad essere corretto.”  

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".