Il Sognoscuro di Michele Larotonda

Il Sognoscuro è un libro di Michele Larotonda sulla scena musicale anni 90 a Milano, che potete acquistare qui. Volentieri ospitiamo su Radio Musik la presentazione del suo autore.

Si dice che aspettare un figlio, diventare padre o madre, sia un’emozione fortissima, molto più potente di un fidanzamento, di un matrimonio o di un successo lavorativo e la lista potrebbe allungarsi, ma mi fermo qui. Dico questo perché questo è successo a me ormai cinque anni fa.

In quel periodo spesso mi trovavo a riflettere su quello che sarebbe potuto accadere alla mia vita, ai cambiamenti che avrei dovuto apportare alla mia esistenza, ai sacrifici che avrei dovuto fare per far sì che mio figlio crescesse sano e felice. E fu così che, tra un pensiero e l’altro, mi sono tornati in mente gli anni trascorsi a suonare con la mia band di allora e avendo sempre avuto la passione per la scrittura, un giorno mi sono ritrovato ad accendere il mio computer e iniziare a scrivere di getto quello che poi sarebbe diventato il primo capitolo del mio romanzo d’esordio: Il Sognoscuro (Link Edizioni).

La storia si svolge tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio e forse qualcuno di quel periodo non ricorda episodi di grandissimo rilievo. Invece per chi, come me, viveva a Milano e trascorreva la maggior parte del tempo nelle sale prove e nei negozi di strumenti musicali, quel periodo è stato il più importante che abbia vissuto la musica indipendente a Milano.

Faccio un salto indietro nel tempo e ritorniamo all’inizio degli anni novanta.

Gli anni ottanta erano terminati e con loro la loro goliardia, il loro ottimismo e una certa musica fatta di sintetizzatori e tastiere. Le chitarre si stavano riprendendo il potere. Negli Stati Uniti, a Seattle, stava prendendo forma il grunge con gruppi come Nirvana, Pearl Jam, Stone Temple Pilots, Alice in Chains, Mad Season e anche il cinema si stava accorgendo di quella piccola rivoluzione e, infatti, Cameron Crowe in quegli anni gira Singles-L’amore è un gioco, un film a ritmo di musica grunge.

E in Italia?

Nel nostro paese le cose sembravano trascorrere uguali come sempre, ma a Milano si cominciò una piccola rivoluzione che cambiò radicalmente il volto della musica milanese.

I primi furono gli Afterhours, capitanati da Manuel Agnelli, che all’inizio della loro carriera avevano pubblicato due album in lingua inglese sperando che la loro musica potesse varcare i confini del Belpaese e trovasse maggiori fortune all’estero. Purtroppo i due album in questione passano pressoché inosservati sia dalla critica sia dal pubblico e nel frattempo a Milano nascono i Ritmo Tribale, una band che sin dall’inizio propone un genere di rock tiratissimo cantato rigorosamente in italiano, è la svolta.

Dopo quattro album, i Ritmo Tribale pubblicano il loro disco più importante, quella della consacrazione, della maturità: Psycorsonica e contemporaneamente gli Afterhours pubblicano il loro disco d’esordio: Germi. Siamo nel 1995, l’anno di grazia.

Nello stesso anno esordiscono Bluvertigo e La Crus, altre band come Karma e Quartiere Latino pubblicano il secondo album.

Intanto Fabrizio Rioda (Ritmo Tribale) apre il Jungle Sound Station, all’inizio come semplice sale prove e studio di registrazione e in breve tempo diventato il tempio della musica milanese e italiana. Non era una cosa strana affittare una “saletta” con i propri amici e mentre si aspettava di entrare potevi berti una birra accanto a Noel Gallagher degli Oasis, scambiare due chiacchiere con Iggy Pop, fare una jam di chitarre improvvisata con Pino Daniele o Alex Britti, chiedere una sigaretta a Vasco Rossi e parlare di batteria con Tullio de Piscopo. Questo era il Jungle Sound e questa era l’aria che si respirava in quasi tutte, le sale prove di Milano. Tutti erano amici, tutto avveniva in maniera naturale, morbida e positiva.

L’aria di cambiamento si comincia ad avvertire anche in altri luoghi lontani da Milano. Ci sono i Timoria, i Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers e i CSI. Questi ultimi nel 1997 con il loro album Tabula Rasa Elettrificata si ritrovano al primo posto in classifica degli album più venduti in Italia ed è il canto del cigno.

I Ritmo Tribale cambiano line up e pubblicano quello che per ora è ancora l’ultimo album: Bahamas. I Bluevertigo pubblicano Zero che chiude la trilogia degli elementi e il loro frontman Morgan comincia a dare indizi su una possibile carriera da solista. Si sciolgono i Karma, il Quartiere Latino, i CSI, i Timoria, solo Afterhours e Marlene Kuntz sopravvivono, ma i loro lavori successivi non sono all’altezza dei lavori precedenti. Cosa ancora più triste, chiude il Jungle e molte sale prove a Milano subiscono la stessa sorte.

Finiscono gli anni novanta. Ormai la musica è cambiata, ora basta un computer, una buona scheda audio e un canale youtube per avere un seguito. Nascono i talent show, dove non sempre qualità combacia con capacità. La musica sembra più intrattenimento che mezzo di comunicazione. Manca il divertimento, manca la voglia di stare insieme, crescere, affrontare le avversità. Manca il sudore che usciva dopo due ore di sala prove, manca quell’odore di cantine ammuffite dove erano state allestite, manca quella puzza di piedi, di ascelle, di pizze mangiate dove capitava e di birre calde conservate in frigoriferi rotti.

Da questa storia è nato Il Sognoscuro per raccontare quel periodo dove suonare, non significava solo imbracciare i propri strumenti, ma significava stare insieme, vivere insieme e soffrire insieme. La musica era divertimento. Non c’erano sogni di gloria, stadi pieni, soldi e donne, c’era solo la musica che ci univa e quel periodo sarà difficilmente irripetibile, ma resterà nel cuore e nelle menti di quelle persone che hanno vissuto quel periodo.

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it