I Lunatici e il Coronavirus: il servizio pubblico contro chi è convinto che tutto sia opinabile

Con la crescita rilevante del numero dei contagi da Coronavirus nel nostro Paese – ieri sera  è stata ufficializzata la prima vittima,e mentre scriviamo ne è stata confermata una seconda – è chiaro che la questione sia diventata il tema principale delle ultime ore.

Ovvio è che se ne parli anche in radio, con tutti i rischi da mettere in conto da parte delle trasmissioni che aprono le linee. Per intenderci, è lo stesso pericolo corso nel periodo in cui si parlava prevalentemente di “Sea Watch”. L’argomento è delicato, apri le linee e rischi che qualcuno la butti in politica e/o perda la brocca così poi, a danno fatto, sarai costretto porre fine agli interventi del resto degli ascoltatori.

Probabilmente, viste da chi le deve fare, queste dirette sono una seccatura comportando in parte noia e soprattutto noie.  Questa notte Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio hanno affrontato il tema del Coronavirus nella prima parte de “I Lunatici” ponendo una domanda ben precisa: come la state vivendo?

Trasmettendo attraverso ogni mezzo di comunicazione bisogna essere  cauti quando si affrontano tematiche simili; e se si lavora su Radio2 quindi in RAI, è ovvio che ci si dovrà basare su fonti ufficiali, rivolgendosi a esperti come il virologo Fabrizio Pulvirenti. Un ascoltatore di intelligenza media non si aspetterà che il Servizio Pubblico fornisca soluzioni tratte dal sito di rimedi della nonna per contrastare il Coronavirus.

E soprattutto – per questo Arduini ha quasi perso la calma con un ascoltatore che ha ammesso di non essere laureato in medicina – non tutto può diventare una opinione o un pronostico. Ognuno potrà anche farsi un’idea sull’operato del Governo, ma di certo non si può finire col dire che siccome conosco la Cina, allora secondo me finisce a tot contagiati, tot guariti e tot morti. Se passasse un messaggio simile per giunta  in RAI,  chi il programma lo fa finirebbe direttamente nel mirino delle Istituzioni.

Le trasmissioni-sfogatoio sono molto belle, e come alcuni sapranno, a questo portale piacciono tanto. Ma naturalmente, in casi come quello di stanotte – in cui l’informazione mette almeno temporaneamente in soffitta il cazzeggio – i conduttori si attengono, per il ruolo che svolgono e per il luogo nel quale lo svolgono, ad un comportamento rigoroso.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".