Chi sono i The Zen Circus, a Sanremo con L’amore è una dittatura (testo e video)

I The Zen Circus quest’anno parteciperanno al Festival di Sanremo 2019 con il brano L’amore è una dittatura. Ecco di seguito la biografia della band, la storia presente, passata e futura, e video e testo della canzone (non appena disponibili). L’articolo sarà continuamente aggiornato con tutte le novità sulla strada per l’Ariston. Per navigare tra i paragrafi potete utilizzare l’indice subito sotto.

Biografia dei The Zen Circus

Originari di Pisa, i The Zen Circus originali (che però all’epoca si chiamavano solo The Zen, un po’ in onore ai Nirvana) nascono nel 1994 ad opera di Andrea Appino e Marcello Bruzzi detto “Teschio”. Successivamente si aggiunge un altro membro storico, Massimiliano Schiavelli detto “Ufo” al basso, mentre Bruzzi molla nel 2003, sostituito dal batterista Karim Qqru. Il trio forma anche la band attuale, completata dal chitarrista Francesco Pellegrini. Il leader Appino porta avanti in parallelo anche la carriera solista con due dischi all’attivo sin qui.

Perché i The Zen Circus si chiamano così

Il motivo del nome d’arte della band è frutto di una storia piuttosto curiosa e a tratti un po’ controversa. Noi l’abbiamo raccontata qui per filo e per segno, utilizzando varie interviste e fonti.

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The Zen Circus – Duetto e Video di L’amore è una dittatura

Il video di L’amore è una dittatura di The Zen Circus sarà pubblicato qui subito dopo la sua esibizione al Festival di Sanremo. Il duetto invece sarà con Brunori Sas.

The Zen Circus – L’amore è una dittatura – Testo 

Gli autori de L’amore è una dittatura dei Zen Circus sono A. Appino – G. P. Cuccuru – M. Schiavelli – A. Appino

Ci hanno visti nuotare in acque alte fino alle ginocchia
E inchinarci alle zanzare pregandole di non mescolare
Il nostro sangue a quello dei topi arrivati in massa con le maree
Le porte aperte, i porti chiusi, e sorrisi agli sconosciuti
Che ci guardano attoniti mentre ci baciamo
Da uomo a uomo, mano nella mano
Una sigaretta non lo racconta ci vuole forse una vita intera
O una canzone non certo questa
Altri maestri altri genitori
Che non rinfacciano quello che sei, quello che vuoi
Quello che eri
Esistere è giusto un momento
Chi vive nel tempo muore contento
E sì, ci hanno visti contare le pietre di questo deserto
Pazienza, perdere tempo con il cielo, farlo di lavoro
Pagati per immaginare qualcosa che non puoi fotografare
Mi spiego meglio, senza nascondermi dietro a cazzate
Scritte per caso in questa palestra dell’orrore
Ecco la pietra, ecco il peccato,
Un cane pastore lo fa per amore,
Non per denaro non per rancore,
Non per la lana, esiste il gregge
Né per la legge
Siamo delle antenne, dei televisori
Emettiamo storie che fanno rumore
Cerchiamo la donna della vita o l’uomo della morte
Strade interrotte, eterni sorrisi, figli sangue del nostro lavoro
Non ci somiglieranno, figli ormai del mondo intero
E perdere la monotonia di quando tutto era al suo posto
I topi cacciati, debellati, mostri tutti sotto al letto
E lasciar volare via quell’abbraccio conosciuto
Di chi in nome del tuo bene ha distrutto il tuo passato
Quando arrivi tu se ne vanno gli altri
Sai che non va bene ma ti piace arrangiarti
Come fanno in quei paesi che non sappiamo pronunciare
Ma che ci piace addomesticare a parole
Ero presente al momento dei fatti
Il fatto non sussiste
Mettetelo agli atti
Ma non hai paura di nessuno
Se non della tua statura
Hai la democrazia dentro al cuore
Ma l’amore è una dittatura
Fatta di imperativi categorici
Ma nessuna esecuzione
Mentre invece l’anarchia la trovi dentro ogni emozione
Tu stammi vicino, anzi lontano abbastanza
Per guardarti il viso dalla stanza dei miei occhi
Aperti o chiusi, non importa
Sono occhi quindi comunque una porta aperta
Il tempo passa lo senti da questo orologio
Mentre lavori dentro un bar, ad una pressa o in un ufficio e…
E speri ancora che qualcuno sia lì fuori ad aspettarti,
Non per chiederti dei soldi, neanche per derubarti,
Non per venderti la droga e soffiarti il posto di lavoro
Ma per urlarti in faccia, che sei l’unica, sei il solo
Sei l’unica, sei il solo

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The Zen Circus e il Festival: i precedenti all’Ariston

Sarà questa la prima presenza del gruppo toscano al Festival di Sanremo che però aveva già provato a presentarsi lo scorso anno, quando fu loro preferito Lo Stato Sociale come rappresentante del mondo cosiddetto “indie”.

The Zen Circus in Tour e nuovo album

Il prossimo tour celebrerà il decennale di un album storico: Andate tutti a**anculo. La festa principale, e per ora unica data annunciata, avverrà al PalaDozza di Bologna il 12 aprile. Per quanto invece riguarda un nuovo album ancora non è stato annunciato nulla a riguardo ma è probabile che il singolo sanremese sia affiancato da una lavoro discografico.

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it