Bandabardò live a Pistoia: recensione e scaletta del concerto

Il concerto numero 1308 della Bandabardò è un festival del ballo per saltimbanchi e menestrelli, diretto ed interpretato da capitan Erriquez Greppi e i suoi mozzi. La Banda si presenta sul palco del Pistoia Blues in veste piratesca e sfinisce il pubblico con una scaletta piena di pezzi frenetici e ritmati, lasciando poco spazio al nuovo disco, Improbabile, di cui vengono privilegiate solo tre canzoni: Senza impegno, E allora il cuore e La vestizione. In effetti, l’ultimo lavoro del gruppo fiorentino è molto più adatto all’ascolto che al live, e la scelta di Erriquez e Finaz si rivela azzeccata.

L’apertura spetta alla celebre Miele e tabacco, che suona da monito per gli spettatori: Sempre allegri bisogna stare. Il pubblico non delude, si diverte e diverte i divertiti pirati ne La vestizione, traccia che punta (neanche troppo) ironicamente il dito contro le modalità e i tempi di preparazione delle donne ( l’ironia sta anche nel gusto retrò del termine vestizione): questo l’ho già messo, questo non mi va, un attimo e sono pronta!.

Spazio al francese, anima seconda della Bandabardò: in terza fila c’è la cover di Ca plane pour moi, celebre traccia di Plastic Bertrand datata 1977. Senza impegno vede la comparsa, sul palco, di una simil-crew che accompagna la Banda con qualche boutade in dialetto romanesco. Poi spazio alle donne: quelle rivoluzionarie, come la Rosina di Rosa Luxemburg, quelle in monokini di Bambine cattiveiuppalalera-iullalà al galoppo per di qua è coro da saltimbanchi e giullari di corte.

Avanti con un altro tema: l’amore. L’estate paziente – “quella del primo bacio” dice Erriquez – e Ubriaco canta amore  – “che canta dell’innamoramento non corrisposto” – sono inframezzate da un certo sentimentalismo politico – Tre passi avanti – dalle nevrosi dell’uomo – Ho la testa – e da Ramon. Prima del gran finale pieno di pezzi storici, però, c’è ancora tempo per un Timido tango e per giocare a Uno, due, tre stella con la vita: se ti muovi sei perduto comincia da capo, chi ha avuto ha avuto.

Trittico da impazzire: Venti bottiglie di vino, Sette sono i re e Manifesto, che rilega il filo rosso con Tre passi avanti, brano su Che Guevara, suonato poc’anzi. La traccia inedita Abù fa da apripista per Vento in faccia, Lilù si sposa e La filastrocca 2: girotondo di quadriglie e passa il bicchiere, dammi da bere per carità. Poi gran finale con Beppeanna (Se mi rilasso, collasso) e la classica ode a Brigitte Bardot.

Piccola e meritata pausa sia per la Banda che per il pubblico, arrivato ben preparato (etilicamente e fisicamente) al concerto. Il finale è dedicato ai sogni e all’immaginazione: Succederà Sogni grandiosi, con la buona pace di chi si aspettava W Fernandez Mojito FC.

La Bandabardò è un buon modo per combattere la noia e la nevrosi.

Bandabardò live al Pistoia Blues | scaletta 12/07/2014

Miele e tabacco
La vestizione

Ca plane pour moi (Plastic Bertrand cover)

Senza impegno
Rosa Luxemburg
Bambine cattive
L’estate paziente
Tre passi avanti
Ho la testa
Ramon
E allora il cuore
Ubriaco canta amore
Timido tango
Uno, due, tre stella
Venti bottiglie di vino
Sette sono i re
Manifesto
Abù
Vento in faccia
Lilù si sposa
Filastrocca 2
Beppeanna
La Bandabardò

Succederà
Sogni grandiosi

Daniele Sidonio

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