Albertino: “Ecco come ho organizzato m2o al tempo del Coronavirus. Speravo di festeggiare il mio primo anno in altro modo”

Il direttore capostazione di m2o Albertino ha raccontato come ha riorganizzato il lavoro nella radio per far fronte all’emergenza da Coronavirus.

Lo ha fatto in un’intervista concessa a Tu Style, riportata anche qui “Per fortuna posso ancora fare le mie due ore di programma, ma se e quando non sarà più possibile, scatterà il piano B. Internamente ci siamo organizzati fin da subito con lo smart working, in totale siamo una trentina e per fortuna abbiamo format semplici, all’americana: gli speaker si fanno autoregia, senza il tecnico. Alterniamo i conduttori in fasce di tre ore così non hanno contatti, e tutti quelli che possono lavorano da remoto, come la redazione. Noi, per esempio, eravamo in cinque a fare il programma, ora siamo in tre”.

Inoltre: “Finché me lo permetteranno andrò avanti:ho notato che agli ascoltatori un po’ di leggerezza fa bene, me lo scrivono. E poi serve anche a me, sono le mie due ore di gioia. L’unico motivo per cui esco di casa . Mai come in queste settimane ho la sensazione di essere socialmente utile, nonostante io non ia alle gente delle informazioni, faccio “solo” intrattenimento, ma mi sento importante, so di fare la mia parte. E la radio non molla mai: abbiamo superato l’avvento delle tv private, di internet, dei social e dello streaming. Ce la faremo anche questa volta“.

Albertino sta per giungere al primo anniversario da direttore artistico dell’emittente: “Ho fatto fatica ad abbandonare Radio Deejay anche se conduco ancora il Deejay Time del sabato. E poi siamo la stessa famiglia, condividiamo lo stesso building. Ma m2o mi ha ridato stimoli energia, voglia di fare. Anche la cosa più bella del mondo dopo 35 anni stufa. Mi sentivo fantozziano nella mia routine lavorativa. Tutte le radio vanno in una direzione mentre noi siamo tornati al modello “old school”, come quando avevo cominciato: belle voci, tanta musica, e poche chiacchiere. Oggi in radio si tende a paralare molto e a suonare musica tutta uguale, non c’è voglia di osare, di sperimentare. Si preferisce essere rassicuranti. Invece bisogna fare ricerca. Radio m2o a livello di copertura nazionale ha una quarto delle frequenze, ma è molto monitorata dalle altre stazioni”.

Infine, la festa che non ci sarà. “Il dramma è non poter fare programmi. Per il mio primo anno a m2o stavamo organizzando un secret party con dj internazionali, ospiti e ascoltatori. Ci siamo fermati, dobbiamo superare questo brutto momento“.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".