Acque agitate a Radio Capital

Quella che sta per concludersi, è la settimana nella quale Radio Capital – ascoltatori e staff – ha ricordato il suo storico direttore, Vittorio Zucconi. 

Ma un paio di giorni fa c’è stato un altro episodio che ha messo in evidenza un inizio di rapporto non indimenticabile fra i collaboratori del gruppo GEDI e la nuova proprietà.

Vi è stato il riassetto col passaggio di Massimo Giannini a La Stampa, e quello di Maurizio Molinari a Repubblica. Senza contare che disappunto ha provocato l’allontanamento da Repubblica di Carlo Verdelli, per altro vittima nelle stesse ore di minacce di morte.

L’addio di Verdelli ha portato anche all’abbandono – abbastanza avvelenato – di Gad Lerner. E poi ci sono le rivendicazioni della redazione di Radio Capital.che: “«contesta con nettezza la decisione dell’editore di voler riorganizzare la testata e dimezzare il numero dei giornalisti per tagliare i costi.  Gli spazi informativi, da sempre elemento portante del palinsesto e caratteristica identitaria della radio, verranno drasticamente ridotti”.

Per il CdR, la nuova linea editoriale: penalizza i giornalisti e gli ascoltatori. La redazione ha costantemente assicurato un’ottima qualità del prodotto, tanto nei Gr quanto nelle trasmissioni di punta della programmazione, e gli ascoltatori dell’emittente sono fidelizzati anche alla ricca offerta informativa della Radio. La garanzia di tutelare i posti di lavoro non rende meno negativo il giudizio della redazione sulla riduzione degli spazi informativi e dell’organico”.

Infine, il Cdr: “vigilerà sulle modalità delle ricollocazioni dei colleghi assicurando che nessuno venga penalizzato a livello contrattuale ed economico. Il Cdr chiede, altresì, chiarezza sul futuro di Radio Capital e dei colleghi che continueranno a farne parte.

Solidarietà è giunta da Repubblica, che attraverso il proprio Cdr si dichiara “ al fianco dei colleghi di Radio Capital che protestano per la riduzione degli spazi informativi e dell’organico preannunciata dall’editore del Gruppo Gedi“.

Stefano Beccacece (On Twitter @Cecegol)

 

 

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Stefano Beccacece nasce nel 1985 a Torino. Sino a pochi anni fa poeta - ha pubblicato due raccolte tra il 2006 ed il 2010 - ora fa prevalentemente il blogger con l'aspirazione di divenire giornalista pubblicista. Dal 2012 scrive di calcio e mass media. Su Radiomusik potete leggerlo prevalentemente nella sezione "Radio News".