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L’intervista ad Antonio Aiazzi: “Un disco inedito coi Litfiba? Chi lo sa…”

Grazie alla collaborazione con la fanpage del Marchese Antonio Aiazzi su Facebook, ecco l’intervista rilasciata in esclusiva dallo storico tastierista dei , attualmente in tour con la band per il Trilogia Tour 2013, che celebra il periodo anni 80, dai primi Ep a Litfiba 3 e Pirata.

Tra le altre cose molto interessanti i ragguagli tecnici sulle tastiere adoperate da Aiazzi, ma anche le sue fonti di ispirazione e il lasciar intravedere un futuro per la storica formazione toscana, anche se le decisioni finali sono sempre di Ghigo Renzulli (proprietario del nome) e di Piero Pelù.

Ma lasciamo la parola a “Don Antonio”. Le domande sono state poste da utenti del forum i cui nomi (o nickname) potete vedere al principio delle parti grassettate.


Litfiba Transenna Litfiba: ciao Aiazzi, dopo La Trilogia sei disponibile a restare nei Litfiba?

Ciao Transenna, Trilogia è un momento, ci sta dando tante emozioni e soddisfazioni. Dopo non so davvero, per “essere disponibile” ,vorrebbe dire che si è accesa di nuovo una scintilla.

Paolo Cavuto: ciao e grazie per i concerti della trilogia Antonio! Hai usato tastiere ed hardware “vintage” che usavi negli ’80s o no? Sei soddisfatto del suono di questi concerti o cambieresti qualcosa? Che musica ascolti di solito? qualche band o artista in particolare??? C’ è una canzone, fra quelle degli album della “Trilogia”, che in qualche modo senti più “tua” delle altre? e quale invece ti diverte di più suonare?

Ciao Paolo, ho provato anche le tastiere Vintage durante le prove (juno 106 e jupiter 6 ), ma non mi convincevano. Il tempo passa il suono cambia, ora sto provando altri Sinth . Ma per Trilogia ho utilizzato un Triton Pro ( che conosco per via del vecchio Korg T1) e un Sh 201 e con questi ho fatto tutto e sono soddisfatto all’80 %. Ma ci sono state delle problematiche legate agli ascolti, che mi hanno fatto perdere molto tempo.

Sto ascoltando sopratutto musica indipendente o cosiddetta tale , perché finalmente trovo che ci siano delle idee interessanti ( ed anche vecchie, ma diverse ) . Porcupine Tree, Kings of Leon, Interpol, Local Natives, Radionomy …

Transea è quella che mi prende di più, infatti è quella dove spesso ondeggio !

Fabio Palminteri: che emozione hai provato a risalire sullo stesso palco dopo tanti anni con quella stessa formazione di “scapestrati” che iniziò dalla cantinetta di via de bardi?

E’ pazzesco, Fabio! Non è facilmente descrivibile quello che succede sul palco. E’ paranormale! E anche il ragazzaccio Luca è stato catturato nel cerchio.

Stefano Droghetto: Il momento che ricordi con maggior affetto di questo tour invernale della trilogia?

Ciao Stefano, avevo iniziato a scrivere un report del tour invernale, forse lo riprenderò…. Comunque avevo scritto che il momento più intenso per me è stato a Mendrisio, quei 20 secondi che passano fra gli annunci che ci vengono urlati: “via la musica (in sala) e luci e… Pronti! Quando volete “. In quel momento c’è stato un passaggio di sguardi che dicevano tutto.

Alessandro Nardis: Ho letteralmente goduto per il ritorno tuo e di gianni, ma soprattutto il tuo. Non dimenticherò mai le meravigliose tastiere su Santiago, La Preda e Onda Araba dello Spirito Tour. E le ritengo ancora superiori come versioni anche a queste della trilogia. Cosa pensi al riguardo?

Ciao Alessandro, non ho capito il superiore a cosa è riferito, suoni, parti, espressione, tecnica, o tutto insieme. Live o Studio ? Comunque, ti dico che anche io (come dicevo a Paolo) sono soddisfatto all’80 % dei suoni. Per quanto riguarda il resto …… 5 anni senza suonare non si riprendono in 3 mesi, ma sono molto contento di come ho registrato il Live, anche perché erano le prime due date !! a parte Mendrisio che non si capiva un’acca sul palco. Comunque si migliora ogni giorno e funziona anche dopo i 50 !

Se poi ti riferisci allo studio …. Si tendeva a fare più tracce di quante umanamente puoi fare dal vivo…… e quindi è diverso. Se mi precisi meglio, risponderò meglio.

Giancarlo Nudo: ciao Aiazzi, usi main stage o logic?

Ciao Giancarlo, tutti e due molto , ma molto di più Logic per comporre o per appunti e idee è molto veloce e essenziale. Main Stage lo ho usato se avevo bisogno di suoni al volo o quando ho fatto l’ospite per delle Tribute Band Litfiba, porto così solo il Mac.

Ivan Benetti: Ciao Antonio io sono un fans dei Litfiba da sempre in tutti questi anni come te la sei passata senza di loro? a me sei mancato parecchio……Tu cosa hai fatto di bello?

Ciao Ivan, me la sono passata abbastanza bene. Alti e bassi come tutto il mondo. Comunque la cosa bella è stata buttarsi nell’editoria di giochi da tavolo con mia moglie grazie ad una sua idea, che ancora oggi seguiamo (anzi ora più che mai), ho imparato (si fa per dire) un mestiere diverso e mi ha costretto a rapportarmi molto di più con le persone (fiere, gare, clienti ecc. ecc.). Sono diventato molto più socievole e aperto con le persone, ed è stata una felice scoperta.

Giuss Joseph Kerr: Ok… La mia domanda è: ci sarà un nuovo disco di inediti Litfiba in futuro firmato da tutti e 4?

Giuss o Joseph, non saprei cosa dirti, per adesso va bene così.

Valerio Favero: Le differenze tra le emozioni di allora e quelle provate ultimamente in tour….visto che ormai le domande classiche sono gia’ state poste…

Valerio, a livello di emozione adesso è sicuramente maggiore, perché è una emozione mista all’incredulità di quello che succede sul palco, sono realmente stupito dell’intensità che riusciamo ad ottenere nel suonare. Bah, si invecchia bene !

Alessio Cau: ciao don Aiazzi volevo chiederti se ti piace la Sardegna, Cagliari, e una curiosità decidete per le cose tutti insieme o solo Piero e Ghigo? in bocca al lupo e lacio drom a presto

Certo che mi piace la Sardegna, un po’ del mio sangue viene da Alghero e quindi …. come potrei altrimenti. Il mio gatto rosso è sardo (trovato di pochi giorni sulla spiaggia di Margine Rosso a Cagliari).

Alessio, i Litfiba sono Piero e Ghigo, noi siamo una piacevole (penso) incursione. Ci sono delle cose che competono a loro, altre che se ne parla insieme molto tranquillamente e si decide insieme . Per esempio, della scaletta siamo responsabili tutti e quattro .

Roberto Di Pasca: Io volevo solo ringraziarla x la sua sensibilità dimostrata un po’ di anni fa in un concerto dove io fui picchiato dalla security senza senso,da allora ho visto altri concerti,ma non ho mai avuto modo d incontrarla. GRAZIE,a presto

Prego Roberto, spero che sei tornato comunque a vedere dei concerti e divertirti .

Alberto Tudisco: questa reunion non sarebbe stata l’ occasione giusta per incidere i vostri inediti dei primi anni 80? anziché i pezzi già pubblicati in vari album e già anche in versione live.

Ciao Alberto, io non sono mai stato interessato di andare a ripescare pezzi o riff , idee o ecc ecc. Ogni cosa nasce in quel momento e delle volte arriva fino in fondo (al brano finito), delle volte no. Succede. Quindi una eventualità del genere mi vedrebbe abbastanza contrario, perché oltretutto mi priverebbe della gioia di creare qualcosa di nuovo .

Fedek Pia: Volevo sapere cosa ne pensi del mix dell’album “trilogia”, si ok sappiamo tutti che il marchio Litfiba appartiene solo a due persone ma quei pezzi sono farina del sacco anche e sopratutto di te e Gianni, non credi che sia un attimo fuori calibrazione dal sound originale?

Ciao Fedek o Pia (boh), come dicevo ad Alessio, ci sono delle parti di questo progetto Trilogia che competono e Piero e Ghigo. E così deve essere. A me l’album piace perché è riuscito a ricreare bene, la pasta sonora di quello che io sentivo sul palco.

Per quanto riguarda la calibrazione invece. Non volevamo assolutamente ricreare il sound originale, ma volevamo partire da lì per fare un suono che ci appagasse in questo momento . Quindi la tua sensazione è giusta, ma per noi va bene così. Poi volendo, ci sarebbe da riflettere: quale sound originale? i dischi o il live? Due mondi sonori completamente diversi. Se cominciavamo così non l’avremmo finita più, ognuno di noi sapeva da dove si partiva e quella era la linea poi stava alla sensibilità musicale di ognuno.

Daniel Maudit: salve! potreste gentilmente porgere un paio domande ad Antonio da parte mia? essendo un tastierista, mi interessano alcune cose: 1. ho da sempre voluto sapere quali tastiere ha usato Antonio durante le registrazioni di 17 Re, come anche quelle usate nel seguente tour (dal quale e` “uscito” Aprite i vostri occhi)…? 2. quali tastiere ha usato durante l’ultimo tour “Trilogia”?3. Quali tastiere usa per il progetto “Colours”? grazie mille a voi ed un abbraccio ad Antonio; ditegli pure che e` stata una grandissima emozione vederlo divertirsi come un bambino a Padova! salutoni dalla Croazia.

Ciao Daniel. Parto da Trilogia. Come dicevo a Paolo Cavuto ,ho utilizzato un Triton Pro ( che conosco per via del vecchio Korg T1 ) e un Sh 201. Per Colours uso Logic per le basi e sempre Logic ( Piano ) durante il concerto, ho bisogno di avere in visione sul Mac la traccia video della immagini che scorrono. Per 17 Re e Aprite i vostri occhi, dopo una lunga e attenta riflessione e una veloce passata del video su You Tube, posso affermare senza ombra di dubbio che. “Dall’alto verso il basso “:

KORG DSS1
ROLAND JUNO 60
ROLAND JX SUPER/10

Luca Landoni: tu e il Marok fin dagli inizi siete stati l’anima new wave/dark del gruppo. Io mi sono innamorato dei Litfiba per questo negli anni 80. C’è qualche artista cui vi ispiravate all’epoca? Vedi qualche gruppo su questa linea stilistica attualmente in attività? Ne faccio anche una seconda: l’uso delle tastiere nel rock attualmente è fuori moda, col risultato che il rock stesso si è appiattito sul genere “muro di chitarre”. Secondo te perché è accaduto questo, e vedi la possibilità di un riflusso, specialmente nel rock italiano?

Ciao Luca , per quanto riguarda l’anima new wave/dark , beh ! anche Piero direi che non scherzava affatto, comunque anche la diversità serve per creare originalità. Una ispirazione precisa non c’è mai stata, non avevamo proprio gli stessi gusti, in alcuni casi simili. Adesso non siamo più negli anni ’80 , ma da 3 o 4 anni si risentono, dei colori e delle soluzioni ritmiche e melodiche che mi ricordano quel periodo . Direi che una certa “avanguardia, indie ecc ecc” stia usando degli elementi ’80 in un modo per diverso e molto interessante . Quindi penso che stia già cambiando qualcosa, anche nel rock italiano .

Davide Vitelli: ciao Aiazzi, Hardware o plugin, cosa preferisci? Cosa fai ora nella vita oltre la musica? Si dice ti occupi di giochi da tavolo… raccontaci

Ciao Davide, entrambi per comporre plugin , per suonare hard. Ma sto iniziando a pensare di fare un golpe e eliminare l’Hard piano piano. Sì, giochi da tavolo, editore. In rete si trova un po’ di info, puoi come rebus project o giochi briosi. Sono tipo trivial.

Matteo Gradi: Sono fan dei Litfiba del primo decennio, cioè dalla vostra nascita al ’90… Tu e Maroccolo siete sempre rimasti fedeli alle vostre origini e idee musicali… Cosa ne pensi, a distanza di anni, delle carriere intraprese dagli altri, soprattutto quella solista di Pelù, e come spieghi il fenomeno che il pubblico vi preferisce così come facevate musica ai vostri esordi? Con stima. Matteo.

Ciao Matteo. Penso che la cronologia compositiva dei Litfiba, nel primo decennio, ha avuto una bella evoluzione e mi è un po’ difficile pensare di essere rimasto fedele alle origini. Forse riconoscibile …. ma rimanere fedele …. mi piglia male. Comporre per me è cambiare, cercare, osare. Essere sfrontato, dolce, esagerato,triste. Ma fedele ?? Mah io no mi sento molto fedele per quanto riguarda la musica (almeno lì!)

Per quanto riguarda la carriera di Piero e Ghigo, il cambio della formazione gli imposto delle scelte, non potevano fare la stessa musica di prima e hanno fatto un percorso più adatto alle loro corde e ai nuovi musicisti. Hanno avuto degli ottimi risultati mi sembra, forse a te non piacevano, ma i numeri sono numeri. Lo stesso discorso di cambiamento vale poi per Piero da solo e per Ghigo con Cabo.

Sono molto felice che Trilogia abbia avuto fino ad oggi questo successo, ci ha permesso di ritrovarsi insieme dopo tanti anni e di provare a trasmettere quella energia un po’ folle che era tipica dei concerti Litfiba con questa formazione.

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
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