I Litfiba ospiti a The Voice anticipano la reunion definitiva con Aiazzi e Maroccolo?

È da ieri che noi fan storici dei anni 80, quelli della storica formazione postpunk con Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere e Ringo De Palma alla batteria, viviamo una fibrillazione particolare. In serata era infatti apparso un messaggio sulla pagina ufficiale Facebook della band in cui si annunciava una grossa sorpresa.

Ovviamente tutti sognavamo una cosa sola: l’annuncio della definitiva ricostituzione del gruppo storico con tanto di nuovo album in lavorazione. Be’, non siamo arrivati a tanto, ma la notizia è buona lo stesso. Nella prossima puntata di The Voice of Italy la band sarà infatti ospite nella formazione classica, e darà vita a una per ora non meglio identificata “carrellata di successi” dagli anni 80 a oggi (noi speriamo a ieri).

Tanta esposizione mediatica, unita al successo delle date dei nostri in giro per l’Italia, che ha portato in settimana ad annunciare altre date, non può che rappresentare l’anticamera della reunion definitiva. Wishful thinking? Forse. Ma proviamo un po’ a metterci nei panni di Ghigo Renzulli e Piero Pelù. Ora che hanno visto che il loro sound eighties ha più successo di quello commerciale recente – che peraltro non può certo dare le stesse soddisfazioni dal punto di vista artistico – perché non dovrebbero riprendere un discorso brutalmente interrotto vent’anni fa?

In Italia manca un gruppo come i Litfiba, come quei Litfiba. Ormai Ghigo e Piero la notorietà l’hanno raggiunta, i soldi li hanno fatti. Non devono più “sfondare”. È il momento di dedicarsi nuovamente a quella qualità che potrebbe quasi farne dei missionari in un mondo in cui il rock è considerato quello dei Negramaro, dei Verdena, dei Modà. Tutte band che, con tutto il rispetto, di fronte alla new wave e al postpunk anni 80 dei Diaframma, dei Moda (senza accento, please), dei Denovo impallidiscono letteralmente.

Come spiegate altrimenti che un pezzo come Versante Est, oscuro lato B degli esordi litfibiani; un brano che persino io fan accanito aveva quasi dimenticato davanti allo splendore di 17 Re… ora sembri un miracolo? E Transea? Onda Araba? La Luna?

Noi abbiamo bisogno dei Litfiba. La musica, i fan e lo stesso giornalismo musicale quotidianamente alle prese con l’empireo piatto del rock italiano. Ghigo, Piero, regalateci questo sogno!

“Una parte di me, per sempre resterà qui, mentre la mia anima vola sul fronte est”

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