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Paolo Conte e la Saga del Mocambo: testi, spiegazione e video

Tuffiamoci un po’ nella storia della musica italiana per raccontarvi una saga, quella del Mocambo, che ha caratterizzato tutta la carriera di , mandando in solluchero i suoi aficionados (tra cui il sottoscritto). Se infatti il grande pubblico conosce prevalentemente brani come Via con Me, Genova per Noi, Azzurro e Bartali; il Mocambo si colloca un gradino sopra.

La saga (che probabilmente all’epoca nemmeno Conte immaginava si sarebbe sviluppata su 4 episodi), ha inizio nel 1974 con Sono qui con te sempre più solo, contenuta nell’album Paolo Conte. Il protagonista sta ancora con la sua prima donna, molto più acculturata di lui (e Conte nel video sotto spiega che questa è la sua disgrazia) ma si dice sì ignorante ma elegante ed empatico nei confronti della gente.

Siamo già al primo fallimento, infatti il bar Mocambo appartiene al passato (“io sono quello che aveva il Mocambo”) e compare la figura del Curatore che rivedremo più avanti. Ma chi è il Curatore? Lo spiega lo stesso cantautore: è il suo curatore fallimentare che lo accompagna come un amico silente per tutta la vita, sempre all’insegna della mancanza di dialogo (come con le sue donne). Da notare l’errore frequentemente riportato nei testi riguardo al caffè che gli viene offerto: era meglio quello fatto da me, non “di quello” fatto da me è la versione corretta, come a rimarcare una nostalgia per le capacità professionali da barista.

Infine compare anche un altro leitmotiv: il brutto tinello maron (con una erre non due). Anche questo lo ritroveremo.

Sono qui con te sempre più solo Testo e Video

Sono qui con te sempre più solo
sento crescere tutta l’estraneità
di due messi li in un brutto tinello maròn
Non parlo no, scusa pardon
Quando parli tu e per giudicar
e la mia disgrazia per rinfacciar
siccome so già le banalità che ami tu
mi chiudo in me sempre di più
io sono quello che aveva il Mocambo,
un piccolo bar sempre stato ignorante
ma sono un bell’uomo e poi…
so anche trattare sono sempre elegante
e tu che hai studiato
disprezzi il mio mondo e anche me
e mi guardi adesso con la fredda ironia
mentre mi sto insegnando e tento una via
e amara sei sempre di più

Oggi il Curatore mi ha offerto un caffè
era meglio quello fatto da me
e lui ha sorriso mi ha visto che ero un po’ giù
e si è chiuso in sé sempre di più

Passo in avanti di un solo anno con  datata 1975 e contenuto nel secondo album eponimo. Il protagonista si è lasciato con la prima donna ma ripete gli stessi errori andando a convivere con un’austriaca con la quale la mancanza di dialogo è acuita dalla non conoscenza della lingua tedesca. Torna però il bar Mocambo che è tornato a gestire nonostante i problemi economici e ricompare anche il Curatore, che gli offre un altro caffè e un sorriso. Sembra un buon diavolo sì, ma alla fine di nuovo niente dialogo e chiusura, un tema costante della storia.

La ricostruzione del Mocambo Testo e Video

Dopo le mie vicissitudini
oggi ho ripreso con il mio bar
dopo un periodo di solitudine
il Mocambo ecco qui tutto in fior
Ora convivo con un’austriaca,
abbiamo comprato un tinello maròn
ma la sera tra noi non c’è quasi dialogo
io non parlo il tedesco, scusa, pardon,
io non parlo il tedesco, scusami, pardon

Il Curatore sembra un buon diavolo,
oggi mi ha offerto anche un caffè,
mi ha poi sorriso dato che ero un po’ giù
e siam rimasti lì, chiusi in noi,
sempre di più

Saltiamo in avanti di 9 anni con il pezzo forse più bello della saga: , contenuto in Paolo Conte Quinque del 1984. Dopo il fallimento il bar ha chiuso e domina la nostalgia, ma compare anche la speranza di ricominciare nel la conversazione che il protagonista ha col nuovo proprietario del bar (“e ricomincerà come da un rendez-vous parlando piano tra noi due”).

Si intuisce (e si capirà dall’epilogo) che il Mocambo non tornerà mai più, ma il testo e soprattutto la musica illudono l’ascoltatore, così come illuso è il protagonista col suo ottimismo malriposto che però non può non risultare empatico. Finale da mitologia della canzone d’autore italiana: “ma come piove bene su gl€™i impermeabili e non sull’anima”.

Per lungo tempo questa canzone fu ritenuta la fine della trilogia del Mocambo, prima che Conte sorprendesse tutti ideando la quarta parte e trasformandola in una tetralogia. Ne parliamo sotto.

Gli Impermeabili Testo e Video

Mocambo
serrande abbassate
pioggia sulle insegne delle notti andate
devo pensarci su pensarci su
ma dipenderà dipenderà
quale storia tu vuoi che io racconti?
non so dir di no, no, no

e ricomincerà
come da un rendez-vous
parlando piano tra noi due

da-da-da-da-da

Scendo giù
a prendermi un caffè
scusami un attimo
passa una mano qui, così
sopra i miei lividi
ma come piove bene su gl€™i impermeabili e non sull’anima

Vent’anni dopo Gli Impermeabili, nel 2004 in Elegia a sorpresa paolo Conte rispolvera la saga con La nostalgia del Mocambo, raccontandoci com’è andata a finire. È prevedibilmente l’episodio più triste, con il protagonista ormai rassegnato alla pensione, sempre con la sua donna austriaca, Jeannine e nel brutto tinello maròn.

I due sono completamente soli e subiscono anche lo scherzo dei ragazzi del portone vicino, il 73, che li illudono di ricevere una visita. Malinconia globale e nostalgia del passato come dice il titolo stesso.

La nostalgia del Mocambo Testo e Video

Mentre la sera discende
una luce risplende
in un ambiente maròn,
si vede una coppia in silenzio
che beve l’assenzio del tempo ladron

Passi…si senton dall’alto
sull’umido asfalto,
chissà mai chi è?
drin, hai sentito? han suonato
è aperto il portone? prepara il caffè

Questa è la nostalgia del Mocambo,
per chi non lo sa,
un ritmo sconfinato di rumba
che se ne va per la città

Ma come in fretta è salito
Di nuovo ha suonato, nervoso, drin, drin
vai più veloce, Jeannine

ad aprire la porta
e nascondi i patìn

lo so, c’è nessuno, è uno scherzo
saranno i ragazzi del 73
torniamo in tinello e beviamo,
ce lo meritiamo, il nostro caffè

È la nostalgia del Mocambo,
per chi non lo sa,
un ritmo sconfinato di rumba
che se ne va per la città

 

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it