Litfiba live all’Alcatraz di Milano per il Trilogia Tour: la recensione del concerto

Ci scuserete se la recensione può sembrare tardiva rispetto alle prime date di gennaio, ma visto che il sottoscritto ha trovato un biglietto solo per la data di ieri 25 marzo, e non potendo accettare che alcun altro mi scippasse il pezzo, la pubblichiamo ora. Premetto: la serata mi riporta indietro nel tempo di 26 anni, quando da giovincello dark (ok dark lo sono tuttora) vidi i Litfiba ancora semisconosciuti live al Prego di Milano per il 17 Re Tour (1987). Ora capite perché non potevo lasciare la recensione ad altri.

I ragazzi salgono sul palco alle 21,30 spaccate e si capisce subito che Piero Pelù è in gran forma e non vede l’ora di spaccare tutto. Antonio Aiazzi appare intimidito, il mio mito personale Gianni Maroccolo parecchio invecchiato, ahimè, mentre il nuovo batterista Luca Martelli mi fa subito un’ottima impressione, sia per livello tecnico che per entusiasmo. Certo, il pensiero corre ugualmente al grande e compianto Ringo De Palma che ci osserva da lassù…

Pochi convenevoli e via col primo inconfondibile attacco di chitarra di Eroi nel Vento, il brano che nell’epoca ruggente di Videomusic (metà anni 80) fece conoscere a molti di noi questa indie band fiorentina venuta dal nulla. Segue Tziganata, con primo clamoroso pogo del pubblico che gremisce l’Alcatraz al massimo della capienza. Curiosamente si è deciso di procedere in ordine cronologico e proseguono gli estratti dal primo album Desaparecido con un vero e proprio inno come La Preda. “Credevi di cacciare ma adesso la preda sei tu!” la gente canta all’unisono e abbondano gli sconvolti. Dunque sono in buona compagnia, penso.

Uniche deroghe all’effetto cronologia (ma ricordiamo che La Preda uscì in 45 giri con La Luna, prima del disco dell’86) sono i brani pre-Desaparecido, perlopiù usciti in raccolte della mitica casa discografica IRA. Il primo è Transea (era su Catalogue Issue*, raccolta seminale dell’indie-rock italico, con Diaframma, Underground Life e The Gang**, se non erro). Poi, dopo Istanbul – anche questa cantata a squarciagola dal pubblico – e una versione extended di Guerra, arriva il secondo brano a sorpresa: Versante Est, anche questa originariamente presente sulla raccolta suddetta. E devo dire che pur non piacendomi granché negli anni 80, questa nuova versione energica cantata da Piero mi fa venire i brividi. Un brano che allora era un lato B, ma se uscisse oggi sbaraglierebbe qualunque altra rock band italiana, mi dispiace per gli altri.

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“Una parte di me per sempre resterà qui, mentre la mia anima vola sul fronte est”

Pochi si ricordavano di questo pezzo, ma a me vengono le lacrime a cantarne il ritornello. Di certo un effetto proustiano, visto che il tempo perduto non ritornerà più.

Fine primo album e si passa armi e bagagli a “17 Re”. In quel momento non ci ho pensato, ma perdevo per sempre la possibilità di riascoltare La Luna live, il mio pezzo preferito di sempre, pensate che mia figlia l’ho chiamata così… altra lacrimuccia. Va comunque detto che all’ingresso vendevano il doppio cd live per 19 euro, e avevo aspettato a comprarlo per capire se ne valeva la pena. Be’ già a Tziganata avevo deciso di prenderlo, capitemi bene.

Apapaia inaugura il secondo disco della trilogia del potere: un vero e proprio inno generazionale col suo “Rispetta le mie idee” che a momenti fa crollare la discoteca. Poi Pierrot e la Luna, presentato come “ispirato dal Pierrot Lunaire”. Non era tra i miei preferiti e invece risulterà forse il brano più bello di tutto il concerto. Vissuto come pochi. Piero ci crede e si vede. Non è venuto a fare un’operazione amarcord: i Litfiba sono più vivi che mai, ma su questo discorso torneremo alla fine.

Ballata, inclusa all’epoca come bonus track nel cd live “Aprite i Vostri Occhi” (non sul vinile) scorre via per farci rifiatare e aprire la strada a Re del Silenzio. Sì, perché rispetto alla scaletta annunciata (che ho scoperto solo dopo, non volendo rovinarmi la sorpresa) non viene suonata Elettrica Danza, misconosciuto lato B di “Yassassin”, cover di David Bowie pre-Desaparecido. Chissà come mai (non che fosse un capolavoro, va be’ me la ascolterò sul cd).

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Re del Silenzio risveglia tutta la platea, “L’energia scorre via” anche tra la folla che si prepara per i clou della serata dal punto di vista dei pOganti: Gira nel mio Cerchio. La dedica a Bukowski è quanto mai azzeccata e sul finale numerico arrivati a “4,5,6 con l’energia del vento” molti rischiano l’infarto. Ok, pure io, ma tranquilli, sono sopravvissuto per raccontarvi come andrà a finire. Cane e Ferito chiudono alla grande la parte dedicata a 17 Re. Mancano due pezzi clamorosi, dite? Eh si. Uno dei due arriverà alla fine, intruso di “Litfiba Tre”. Al secondo, Come un Dio, purtroppo tocca rinunciare. E d’altronde anche Pioggia di Luce era venuta a mancare nella prima parte.

I nostri 5 eroi escono per qualche minuto, e quando rientrano passano appunto al terzo disco. Tempo di rilassarsi. Louisiana, poi Il Vento che in realtà era uno dei due inediti di “Pirata”, Santiago, Paname. A questo punto secondo la scaletta di gennaio dovrebbe arrivare Ci sei solo tu, ma io francamente non la ricordo. Avevo bevuto? Ero svenuto? Mah, rimarrò col dubbio. Invece mi ricordo benissimo di Corri, che ho cantato saltando all’impazzata, e anche di Amigo.

Ed ecco il coniglio dal clindro. Quando nessuno più se l’aspettava arriva RESTA! Il giro di basso più bello della storia del rock italiano, vai Gianni facci impazzire! Negli anni 80 quando suonavano Resta veniva giù tutto. Ricordo un concerto in Piazza del Cannone (davanti al Parco Sempione di Milano) in cui sembrava che il cannone avesse sparato veramente. Ora posso morire contento, penso, mentre i ragazzi chiudono con Tex e scompaiono dietro le quinte tra il rammarico generale.

E Come un Dio? E La Luna? E Pioggia di Luce? E Sulla Terra? Ok non potevano mica suonarle tutte, penso. Mi compro il cd e pure la maglietta dai marocchini di fuori. Logo 17 Re e date del tour, ovviamente.

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Il concerto è finito, andate in pace. Così sembra dire un liturgico Piero prima di lasciarci. E allora caro Pirata di The Voice, lascia che ti dica una cosa. E ricordati che chi parla è un vecchio, vecchissimo fan. Uno di quelli che hanno pianto quando è uscito “El Diablo” perché hanno capito che era tutto finito. E che ha seguito Maroccolo ai CSI per continuare ad ascoltare musica vera.

Lascia dunque che ti dica che i Litfiba veri sono quelli di ieri, non quelli di Elettromacumba e ammennicoli vari. Litfiba tornate insieme!, come cantava Elio con le sue Storie Tese. Ma non Renzulli con Pelù: io intendo la premiata coppia insieme con Aiazzi e Maroccolo. Come dite? Il postpunk è morto e non si può vivere di ricordi? Col cavolo! Il postpunk vive ancora in tutti noi anche se forse ha cambiato nome…

LIT-FIBAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!

*Errata corrige: Onda Araba era su Catalogue Issue assieme a Versante Est. Transea era invece su un EP immediatamente successivo a Desaparecido, uscito nell’86. Ma si trattava della riedizione dello stesso brano uscito nel 1982 nella complation di artisti vari Body Section.
**Non The Gang ma i Moda di Andrea Chimenti, come giustamente puntualizzato da Luca Sponzilli, che ringrazio

Scaletta concerto Litfiba Milano Trilogia Tour 2013

Eroi nel vento
Tziganata
La preda
Transea
Istanbul
Guerra
Versante est
Apapaia
Pierrot e la luna
Ballata
Elettrica danza (presente nel cd live ma non eseguita in tutte le date)
Re del silenzio
Gira nel mio cerchio
Cane
Ferito
Louisiana
Il vento
Santiago
Paname
Ci sei solo tu (presente nel cd live ma non eseguita in tutte le date, forse…)
Corri
Amigo
Resta
Tex

Le date rimanenti del Trilogia tour 2013 del Litfiba

4 aprile a Bologna (Estragon)
6 aprile a Padova (Gran Teatro Geox)
10 aprile a Fontaneto d’Agogna NO (Phenomenon)
13 aprile a Cortemaggiore PC (Fillmore)
17 aprile a Napoli (Casa della Musica)
20 aprile a Roma (Atlantico Live)

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Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it