Marco Mengoni: #PRONTOACORRERE, la recensione in anteprima

Non c’è niente da fare: Marco Mengoni o lo si ama, o lo si odia. I fan più sfegatati difendono il loro idolo dicendo che è fantastico, bravissimo, talentuosissimo insomma -issimo; i detrattori lo accusano di essere un fenomeno commerciale per ragazzine, borioso e pure snob. Ma penso che né l’uno né l’altro atteggiamento siano giusti per affrontare una recensione: quella che ho cercato di fare io del suo ultimo disco, #PRONTOACORRERE, tenta di basarsi piuttosto sulle cose che contano davvero, cioè la musica e le parole.

L’impressione generale che ho avuto è stata quella di un disco pop confezionato con cura, un pacchetto con un bel fiocco sopra, ma tutto qui. Mi spiego meglio: Marco Mengoni a me personalmente piace molto, usando un’espressione banale si potrebbe tranquillamente dire che -se cantasse l’elenco del telefono sarebbe bravo uguale-; purtroppo però è ancora legato alla maledizione del paese in cui è nato, che tutto fa tranne che stimolare la sua vocazione internazionale molto spiccata.

È in questo modo che nascono brani come “Non passerai”, troppo standard per sembrare credibile, e lo stesso discorso vale per “La vita non ascolta”; intendiamoci, non che il pop di per sé sia “cattivo”, il fatto è che Mengoni avrebbe dovuto essere l’anti-Amico per eccellenza e invece, checché se ne dica, troppo spesso scade nel solito ritornello melenso. Canzoni come “L’essenziale” o “Bellissimo“, i due singoli sanremesi, in effetti seguono una logica simile ma almeno cercano di allontanarsi dallo stereotipo con dei testi più elaborati (voglio dire, Mengoni ha scritto un pezzo che inizia con -sostengono gli eroi- e non con -guardo nei tuoi occhi e mi innamoro di te-).
I momenti migliori del disco sono appunto le canzoni più originali, quelle che magari scaturiscono da collaborazioni prestigiose, come quella con Cesare Cremonini (un paroliere sempre più bravo, autore di “La valle dei re“) o Ivano Fossati in “Spari nel deserto“.

Marco Mengoni cerca anche di sperimentare nuovi generi all’interno del disco, come la dance di “Una parola” o il rock/country della cover “I got a fear”, ma sono più esercizi di stile vocale fine a sé stessi che pezzi dell’album coerenti con il progetto iniziale; al contrario, ben più interessanti risultano le prove di scrittura di Mengoni, che pur non essendo sempre perfette, riescono comunque a risultare efficaci (parlo soprattutto di “20 sigarette” e la piacevole titletrack “Pronto a correre“).

Insomma: Marco Mengoni è tornato con un disco che sicuramente piacerà e che indubbiamente lo porterà in cima alle classifiche, perché è fatto di puro pop italiano. Già mi aspetto, in ogni caso, orde di haters pronti a sparare sentenze sul suo ciuffio, sulla sua voce stridula o sul suo essersi svenduto alle peggiori logiche commerciali.
Io penso semplicemente che #PRONTOACORRERE sia un album qualitativamente inferiore a “Solo 2.0“, disco con il quale l’artista di Ronciglione aveva finalmente cercato strade diverse (sia in termini di testi sia a livello melodico) senza però trovare un grande riscontro nel pubblico. Forse Mengoni non è ancora pronto a correre sul serio, ed è un peccato perché continua a sprecare parte del suo grande (e oggettivo!) talento.

Tracklist completa del disco in versione deluxe

1.L’essenziale
2.Non me ne accorgo
3.Non passerai
4.Un’altra botta
5.La vita non ascolta
6.Pronto a correre
7.Bellissimo
8.La valle dei re
9.I got the fear
10.Avessi un altro modo
11.Evitiamoci
12.20 Sigarette
13.Spari nel deserto
14.Una parola
15.Natale senza regali
16.My magnetic heart
17.Put the light on

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