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Leakkato, performato e rilasciato: come NON scrivere di musica su Internet

Sì, è successo, di nuovo. L’arrivo dell’ultimo singolo di (o, per meglio dire, di uno stralcio di Rebel Heart, in bassa qualità) ha messo in fermento il web che, come di consueto, si è sbizzarrito nell’utilizzo di tutta una serie di termini ormai entrati a far parte dell’improbabile vocabolario di blogger e esperti del settore di varia caratura.

Leak, snippet o ancora peggio alcune versioni tradotte al participio passato (, rilasciato) sono solo alcuni degli esempi più comuni che ogni giorno ci ritroviamo a leggere e che, apparentemente, stanno diventato sempre più comuni nella web community, alimentando a dismisura il mito secondo cui -l’inglese fa più figo e fa molto 2.0-. Anche no, ragazzi, è ora di dire basta.

La lingua italiana è meravigliosa e vi mette a disposizione (pensate un po’!), tutta una serie di frasi e parole che potreste benissimo utilizzare al posto dei vostri imbarazzanti calchi dalla lingua inglese: se un artista ha cantato su un palco si è –esibito– e non –ha performato-, se è uscito un pezzo senza l’autorizzazione di un cantante si può (o si potrebbe) utilizzare l’espressione – è trapelato-, se è possibile ascoltarne solo un pezzettino si può parlare di –estratto-. Ogni tanto mi illudo che i vostri siano refusi (normali! umani!) ma purtroppo non è così, me ne rendo conto quando l’oscenità viene reiterata nel corso del tempo.

Ma poi, parliamone, veramente serve che io scriva un “post” del genere per insegnarvi un concetto così banale? Dai che lo potete imparare anche da soli sfogliando un vocabolario. Io nel frattempo vi attendo al varco, alla prossima release.

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