Yelle – Complètement fou: la recensione

Quando il producer re mida del pop Dr Luke telefonò entusiasta alla francese Julie Budet, in arte Yelle, quest’ultima rimase piuttosto impassibile, visto che non aveva la minima idea di chi fosse costui. Possibile, in un mondo in cui il “suo” Teenage Dream (citofonare Katy Perry) ha venduto quasi 7 milioni di copie? La risposta dell’artista di “Comme un enfant” è arrivata nel corso di un’intervista rilasciata poco prima della pubblicazione del suo ultimo disco, intitolato Complètement fou: “In Francia non ci si interessa molto a chi sta producendo la musica per un artista, quanto piuttosto all’artista stesso”. A quanto pare, la liason artistica fra i due avrebbe portato ad un tipo di disco basato maggiormente su melodie e accordi piuttosto che sulle basi e sui “beat”, dando appunto forma al gioioso terzo disco della cantautrice bretone.

Complétement fou è un disco che trasuda divertimento puramente pop da ogni poro, perdendosi però un po’ per strada (salvo eccezioni) quello squisito french touch elettronico che aveva caratterizzato i lavori precedenti dell’artista, impregnati delle ultime (e originali) tendenze tektonik (vedasi Je veux te voir) della banlieue francese: quest’ultimo album cerca effettivamente di essere il più melodico e radiofonico possibile (Ba$$in, Coca sans bulles) senza però essere mai particolarmente incisivo a livello testuale (comincia facendogli gli occhi dolci, digli che è carino e poi fai dei cerchi con il bacino) e lo stesso discorso vale per la trascinante title track, che vanta una produzione monumentale e un testo un po’ sconclusionato.

Al contrario, va molto molto meglio quando Yelle si rimette in marcia sulla vecchia strada e torna a sperimentare, fra tocchi di dubstep (Boquet final) e la disco-groove “à la” Martin Solveig (Jeune fille garnement, Nuit de baise, Moteur action); in tutto questo marasma di synth e motivetti orecchiabili trovano anche spazio due pezzi senza lode, ma manco senza infamia, come la ballatona Un jour viendra e un’inaspettata dedica al nostro paese in Florence en Italie (ho la testa che gira, la bellezza mi circonda, non aiutatemi se svengo, Firenze in Italia).

Se dunque Complétement Fou voleva essere un modo per sfondare nel mercato americano (anche in vista dell’imminente tour di Yelle negli Stati Uniti) e allo stesso tempo scavarsi una nicchia in altri paesi europei non francofoni come il nostro probabilmente l’obiettivo non è stato raggiunto al cento per cento: sembra che, almeno per il momento, sia la sperimentazione multietnica di Stromae a farla da padrone, e non ci sia proprio spazio per una nuova Edit Piaf dell’elettronica.

Tracklist

1. Complètement Fou
2. Ba$$in
3. Coca Sans Bulles
4. Les Soupirs Et Les Refrains
5. Nuit De Baise I
6. Toho
7. Moteur Action
8. Florence En Italie
9. Un Jour Viendra
10. Nuit De Baise II
11. Jeune Fille Garnement
12. Dire Qu’on Va Tous Mourir
13. Bouquet Final

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