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Coldplay – Ghost Stories: recensione

Non è dato sapere se Ghost Stories, il sesto disco dei , sia stato concepito prima, dopo o durante la crisi matrimoniale che ha portato a divorziare da Gwyneth Paltrow: ciononostante, questo progetto è chiaramente intriso di una malinconia che solo una grande storia d’amore finita male può lasciare, e su questo non v’è dubbio alcuno.

Ad un primo ascolto Ghost Stories si presenta infatti come un coerente concept album tutto giocato su un tipo di tristezza metaforicamente rappresentata da paesaggi onirici fatti di cieli, nuvole, stormì di uccelli in lontananza e, come suggerisce il titolo, fantasmi impalpabili che riconducono sempre e solo ad una donna-angelo ormai lontana, se non addirittura preda di qualcun altro (vedi Another’s Arm, che sembrerebbe alludere ad un possibile tradimento); l’effetto complessivo sull’ascoltatore, contrariamente alla gioia elettronica del precedessore Mylo Xyloto, è dunque quello di una psicologica mazzata sui cosiddetti, un po’come nel caso del fortunatissimo 21 di Adele, un vero e proprio inno all’eros diventato thanatos.

Per creare questa atmosfera magica, misteriosa e al contempo straniante Chris Martin e compagni hanno volutamente riadattato in salsa commerciale le idee migliori di alcuni dei loro colleghi “alternativi” piu voga (un nome su tutti, gli XX), prediligendo languidi giri di basso elettronico ed effetti synth “celestiali” (in Magic, nella stupenda Midnight e nella traccia d’apertura Always in my head), e concedendosi un unico momento dance (gigionissimo e abilmente concepito per fare impazzire stadi e palazzetti) in A Sky Full of Stars. Nel complesso ci sarebbe stata alla perfezione anche Atlas, canzone colonna sonora del secondo capitolo di The Hunger Games e pezzo fra i più intensi della loro carriera, idealmente in linea con le intenzioni dell’album ma stranamente “dimenticata” dal gruppo britannico.

Complessivamente, Ghost Stories suona come un ottimo disco pop, che pecca solo per l’eccesiva brevità (più adatta ad un mixtape) e per alcuni momenti un po’ naïf (vedasi True Love): per il resto, possiamo dire che i Coldplay hanno nuovamente colpito nel segno con un lavoro di buona fattura pieno di brani accattivanti che tappezzerano le nostre bacheche Facebook per gli anni avvenire. Preparatevi, il popolo della rete è già pronto ad eleggere la sua nuova Fix You.

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Tracklist

1. Always In My Head
2. Magic
3. Ink
4. True Love
5. Midnight
6. Another’s Arms
7. Oceans
8. A Sky Full Of Stars
9. O (Ghost track)

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