Le Luci della Centrale Elettrica live a Firenze: recensione e scaletta

Basette tagliate, quasi intonato. Ma è lui? O una controfigura? Fermi, fermi! Poi, quel “grazie milioni” tirato fuori dopo Firmamento per presentarsi al pubblico fiorentino. Tutto a posto, è Vasco Brondi.

Il frontman delle Luci della Centrale Elettrica salta tarantolato sul palco della Flog di Firenze, gremita per l’occasione, ed esalta i suo fans mescolando in maniera oculata il nuovo disco Costellazioni, dallo spirito più “festoso” e variopinto, e le vecchie e malinconiche glorie. La terra, l’Emilia, la luna apre il sipario, seguita a ruota dalla classica Cara Catastrofe. L’inizio è soft, il pubblico è ancora guardingo e un po’ straniato, data la performance addirittura canora sfoderata da Brondi in Macbeth nella nebbia, una traccia che nella sua registrazione è trapunta di stonature considerevoli.

Trapunta di stonature considerevoli? Prendi nota Vasco, è un verso che può venire buono in futuro. Coloriture a parte, in antitesi alla versione lounge di Macbeth, l’urlata Firmamento dà al live un toccasana, un aumento di giri. O almeno di sudorazione. Va tutto bene, Vasco sta bene non è niente non è niente. Ciò che non va bene è l’acustica, molto arrangiata, della Flog: sui bassi tremendi tremolii infastidiscono – e non poco – gli spettatori.

Torna ancora una volta l’Emilia, la via Emilia, con Il bar sulla via lattea, altro pezzo di Costellazioni. La tanta attesa Le ragazze stanno bene non si fa attendere più di tanto e scalda definitivamente il parterre della Flog con la sua storia di amori omosessuali neanche troppo velati, di due ragazze che celebrano l’arrivo della primavera e si preoccupano per l’aumento di Compro oro.

Il trittico La lotta armata al barLacrimogeni Ti vendi bene apre la strada al pezzo meno “brondiano” e più festoso del nuovo disco, Questo scontro tranquillo, quello in cui forse i fans della prima ora non si riconoscono affatto. Ma il verso ci sarò io e arriverò felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti è denso e intenso, da cantautore vero, e dà una forte impronta autoriale ad un pezzo più che leggero.

Per qualche minuto Le Luci si spengono e danno spazio al vecchio amico emiliano Giorgio Canali – l’ex CCCP ha aperto il concerto – col suo pezzo Nuvole senza Messico, che spacca in due il live. Punk Sentimentale è esattamente ciò che il suo titolo descrive. Un brano sentimentale e new wave, bianco e nero, che sta tutto nel verso strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare.

C’eravamo abbastanza amati esalta i più melanconici, che viaggiano mentalmente verso le loro storie passate e i loro periodi neri spettacolari. I Sonic Youth è “un pezzo anni Novanta”, dice Brondi, e insieme a 40 km chiude la parentesi-Costellazioni. Il finale è tutto riservato ai brani del passato, che si susseguono gradevolmente, senza sosta: I piromani, Le ragazze kamikaze, L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici (a sorpresa, non era previsto in scaletta), Quando tornerai dall’estero e Per combattere l’acne. Solo a questo punto il pubblico fiorentino si riconosce nell’artista che fino ad un minuto prima balzava indiavolato da una parte all’altra del palco, ma che una volta imbracciata la chitarra si placa. L’ultimo atto lo recita I destini generali, per finire con un timbro più acuto, saltellando a suon di papapappappà.

E forse si trattava di accettare la vita come una festa. Vasco Brondi sembra averlo capito, ma forse in molti sperano di no.

Scaletta | Auditorium Flog Firenze 29 marzo 2014

La terra, l’Emilia, la luna
Cara catastrofe
Macbeth nella nebbia
Firmamento
Un bar sulla via lattea
Le ragazze stanno bene
La lotta armata al bar
Lacrimogeni
Ti vendi bene
Questo scontro tranquillo

Nuvole senza Messico – con Giorgio Canali

Punk sentimentale
C’eravamo abbastanza amati
I Sonic Youth
Piromani
Le ragazze kamikaze
40 km
L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici
Quando tornerai dall’estero
Per combattere l’acne
Destini generali

 

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