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Lettera aperta alla gente che fuma al chiuso durante i concerti

Gentili fumatori,

mi scuso fin da subito se quest’articolo potrà sembrarvi buonista e parecchio bacchettone, ma trovo sia giunto il momento di condividere insieme a voi un pensiero che ho sviluppato di recente: mi avete un po’ rotto le balle. Cercherò di spiegarmi meglio e di esprimermi in termini meno coloriti.

Ultimamente, mi è capitato piuttosto spesso di partecipare a diverse manifestazioni musicali, siano esse o festival, in alcuni casi all’aperto (vedi Primo Maggio a Roma) ma, più di frequente, in location al chiuso, come per esempio il Forum di Assago o l’Alcatraz di Milano: ebbene è proprio in tali contesti che sembrate sbattervene delle regole, quando vi accendete, indisturbati, dieci cento o mille sigarette prima e dopo lo spettacolo. Premesso che ognuno è libero di fare quello che gli pare, e che non verrò certo qui a farvi la morale del -fumare uccide-, ma santo cielo, se c’è un divieto legato alla sicurezza perché non rispettarlo?

Certo, il concerto di per sé ha quel fascino un po’ alternativo che “chiama” la sigaretta (o lo spinello, se preferite), ma ciò non toglie che vi trovate in uno spazio molto ristretto dove non solo potete dare parecchio fastidio ai non fumatori, ma potete anche rischiare di fare del male a qualcuno se con un gesto inconsulto strisciate per sbaglio la sigaretta sul braccio (o peggio, sull’occhio) del povero malcapitato che vi sta vicino. Tutto questo, ovviamente, senza contare il rischio di incendio, uno dei motivi principali della nascita del divieto di fumo nei locali pubblici.

Personalmente, la cosa non mi toccherebbe neanche troppo se di fronte alla totale mancanza di controllo a riguardo da parte della security non ci fossero delle regole che sfiorano il ridicolo, come l’impossibilità di portarsi dietro i tappi delle bottigliette d’acqua o il divieto di fare foto.

La mia richiesta è dunque piuttosto semplice: fintanto che rimarrete di fronte ad un palco circondato da quattro mura e sovrastato da un tetto, resistete almeno per quel paio d’ore prima di mettere mano all’accendino. In alternativa, mi rivolgo direttamente ai gentili “gorilla” , che dovrebbero lasciarmi fare foto in santa pace e bere la mia bottiglietta acqua, che tanto non ho intenzione di lanciarla in testa a nessuno.

Sicuro di un vostro cortese riscontro, vi auguro una buona giornata.

Cordiali saluti.

 

-A-

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