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Nuove proposte: Rita Botto (intervista e video)

Per la nostra rubrica sulle nuove proposte per una volta sconfiniamo in un genere, il folk tradizionale, che non ha purtroppo molti spazi ma che rimane alle basi della nostra cultura. E allora facciamo due chiacchiere con una grande interprete della musica folk siciliana, . In coda all’intervista potete vedere e ascoltare la sua Cantu e Cuntu.

– Parlaci un po’ dei tuoi progetti attuali e futuri

Solo nel 2012 ho avuto la fortuna di dare sfogo ai miei sogni, cioè di incidere 2 dischi molto differenti tra loro,tra cui uno sulle antiche ninnananne siciliane dal titolo “Ninnaò”, e l’altro realizzato con la banda municipale di Avola incentrato su brani della tradizione popolare, che abbiamo voluto intitolare “Terra ca nun senti”, quest’ultimo anche titolo di un brano cantato dalla grande cantante folk Rosa Balistreri che abbiamo preso in prestito per nominare il nostro lavoro e che comunque a lei s’ispira. Dunque il 2013 è trascorso portando in giro per piazze, teatri, questi 2 progetti molto particolari, con gioia nostra e consenso di pubblico. Certo adesso pensare ad un altro lavoro futuro è un po’ presto, già bolle in pentola qualcosa… ma per scaramanzia è meglio tacere.

– Tu vanti collaborazioni di grande spessore, una fra tutte, quella con maestro Franco Battiato. Ti va di parlarci di quella esperienza?

Mi dispiace ma debbo sfatare questa che è una voce che gira, e ti ringrazio perchè questa tua domanda mi dà modo di chiarire. Conosco Battiato, lui è sempre molto gentile ed ha avuto sempre parole buone nei miei riguardi, ma questo non ha nulla a che vedere con l’aver collaborato con lui. Mi sono limitata a reinterpretare uno dei suoi rari brani in siciliano, che in modo insospettato mi ha portato molta fortuna e fatto apprezzare largamente come interprete da quelli che hanno avuto modo di ascoltarlo, sto parlando del brano “Stranizza d’amuri”, dove anche il Maestro ha manifestato compiacenza in seguito ad una esecuzione avvenuta in sua presenza ed in suo onore.

– Fare folk oggi non è certamente facile. Come vedi la situazione artistica generale, e pensi che un progetto così profondamente siciliano possa essere apprezzato e capito anche fuori da confini della Trinacria?

Quello che dici è vero, non è facile portare in giro fuori dalla Sicilia un genere di nicchia come questo. Soprattutto in questi tempi dove la cultura non vanta aiuti dalle istituzioni, ma è compito nostro; insomma di chi ama il proprio lavoro di fare arrivare alla gente il valore della propria cultura, magari spiegando e raccontando qualcosa durante i concerti, in modo da aiutare ad abbattere i limiti che la lingua impone, e devo dire che il pubblico del nord ha sempre apprezzato e mostrato interesse, non a caso ho cominciato proprio a Bologna a cantare in siciliano. Questo vorrà dire qualcosa!

– Credi nella possibilità di contaminare il folk tradizionale e regionale con altri generi; pop, dance e rock per esempio?

Con il pop, la dance ed il rock direi proprio di no; non fanno parte di me. Sono già presenti contaminazioni soprattutto col jazz nei primi 3 dischi che ho fatto, grazie alla presenza di musicisti che provenivano da questo mondo, che con grande sentimento hanno abbracciato il genere tradizionale. Anzi negli ultimi 2 lavori ho cercato invece di fare il lavoro inverso, cioè di spogliarmi di certi arrangiamenti per avvicinarmi di più all’essenza del popolare, senza però i soliti luoghi comuni.

Ecco di seguito testo e video anteprima del brano

Video Cantu e Cuntu | Rita Botto ft. Banda di Avola

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About Luca Landoni

Giornalista pubblicista iscritto all’ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish.

Contatto diretto: blog@gamefox.it