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Il meglio del 2013: le montagne russe dei Mooncake

Esce il 18 ottobre , il secondo album dei russi , un affascinante viaggio tra emozioni e atmosfere.

Tornano a cimentarsi sulla lunga distanza i Mooncake, gruppo formatosi a Mosca nel 2006 e autore di un debutto dirompente nel 2008 con l’album Lagrange Points, rock strumentale impetuoso ed urgente alternato a momenti più riflessivi.

Il nuovo lavoro, registrato tra Mosca e Riga, segna la piena maturità del quartetto, che lungo le 8 tracce dalla durata complessiva di 71 minuti sfodera un compendio delle proprie qualità equilibrando alla perfezione la strumentazione, dando la prevalenza ora alle chitarre, ora al pianoforte, con incursioni prepotenti di batteria e spazio talvolta agli archi.

L’album si apre con la già nota Zaris, pubblicata come singolo nel 2010 e ora aggiornata: un brano dalle ariose aperture, che introduce alle atmosfere che caratterizzano il resto del programma. Introduzione al piano, poi un ripetuto accordo sul quale interviene la batteria, quindi un suono sempre più pieno e l’arrivo del violoncello. Come sulle montagne russe si scende fino quasi al silenzio per poi risalire in un tripudio orchestrale.

Gazania Blossom e Cast The Route si caratterizzano per un andamento circolare: apertura lenta con un arpeggio di chitarra e un graduale ingresso degli altri strumenti, fino a raggiungere il climax, per poi ridiscendere di intensità.

Rf 104 è a mio avviso il pezzo più pregiato dell’album: chitarra, basso e batteria si armonizzano alla perfezione su un tappeto di violoncello prima di un crescendo inarrestabile, una carezza travolgente.

Tocca quindi ai due brani più rilassati, Life Aquatic e Chess Knight: il primo pare una ballata bucolica che si trasforma completamente con l’ingresso dei fiati, il secondo parte ancora dal pianoforte per svilupparsi in trame solenni.

La festa per le orecchie e per i sensi non finisce qui: è la volta della solare e orchestrale Dimension of Miracles, un giro del mondo delle emozioni in 11 minuti, a cui fa da contrappunto la notturna Dissolution’s Gone, un altro scrigno che nasconde al proprio interno un poderoso crescendo.

Di un’opera di straordinaria bellezza si dice che lascia senza fiato; Zaris dei Mooncake lo restituisce e fa respirare a pieni polmoni la gioia di poter ascoltare qualcosa di sublime.

Un album consigliato a tutti gli amanti della musica, non c’è altro da aggiungere.

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