Advertisements
Advertisements

Emis Killa pubblica il video ufficiale di Lettere dall’inferno (video e testo)

Pochi minuti fa ha pubblicato sul suo canale Youtube il video ufficiale del suo ultimo singolo “Lettere dall’inferno”, secondo estratto dal disco Mercurio, in uscita il 22 ottobre.

Un grande, anzi enorme punto interrogativo pende sulle nostre teste: ma le vere rime che hanno fatto la storia del rap dove diamine sono finite? Caro Emis Killa (e lo stesso discorso vale per e compagnia bella) lo volete capire che se utilizzate delle assonanze (o, peggio ancora, le stesse parole ripetute o rimaneggiate) non state rappando? Non è che mezzo bicipite, un milione di tatuaggi e l’aria da gangsta fanno di voi gli eredi di mostri sacri come Franke Hi NRG, Joe Cassano o Caparezza. Il fatto è che questo brano di per sé potrebbe anche essere vagamente passabile, ma è reso molto fastidioso dall’insita incapacità di questo artista di scrivere un testo che possa essere definito un rap (senza contare la sua cadenza, davvero troppo marcata, anche nel cantato).

Pollice in su, al contrario, per il video ufficiale che, pur essendo low cost (ma d’altra parte, questo è quello che passa il convento delle produzioni nostrane) vanta una bella fotografia e ci mostra una Milano cupa, gotica e molto affascinante.

Dai Emis, un po’di lezioni di dizione e di metrica e passa la paura.

Testo

Caro Dio mi scuso se sono sparito
è che ultimamente lo avevi fatto anche te
non sono qui per litigare ma siamo sinceri
io ti ho cercato in ogni dove tu invece dov’eri?
Nella mia vita non sei stato quel che dovresti
il diavolo è stato più bravo per certi versi
il credo dalla fede, ognuno c’ha la sua
mia madre in chiesa piange sangue più della tua
non so con quale scusa ti possa difendere
la gente scrive preghiere ma forse non ami leggere
lasci in gara per poi perdere
veniamo al mondo piangendo è questo mi è sempre fatto riflettere
se ti comporti male ti fai qualche nemico
e ci sarà un motivo se Giuda ti ha tradito
mi hai creato a tua immagine e oggi sono un Re
ma la corona di spine tienitela per te.

Ritornello:
Mio Dio, qualche volta che io ti cerco quando sono nei guai
scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai
detti legge nell’universo perchè prendi e dai
ma le lettere dall’inferno non le leggi mai

Se sei onnipresente dall’alto ci fissi
se sei onnipotente a sto punto te ne infischi
considerando le volte in cui vedi e non agisci
forse conviene farci credere che non esisti
nonostante i crocefissi e le preghiere ad alta voce
nessuno è prediletto ognuno ha la sua croce
non prego quando pranzo e non ti ringrazio
il pane a tavola ce l’ho perchè mi alzo e mi faccio il mazzo
faccio buone azioni ma nonostante questo sul mio conto girano cattive voci
scendi dall’altare per una volta si può fare
liberati dalgli impegni e liberaci dal male
un Dio che impone i suoi comandamenti che giustizia è?
un Dio onesto è un Dio che non detta regole
non avere alcun Dio al di fuori di me
lo direbbe solo un egoista che pensa per se.

Ritornello:
Mio Dio, qualche volta che io ti cerco quando sono nei guai
scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai
detti legge nell’universo perchè prendi e dai
ma le lettere dall’inferno non le leggi mai

Mio Dio. Mio Dio.

Poi mi chiedi se credo in Dio non rispondo di si
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così
quando chiedi se credi in Dio non rispondo di si
forse è un limite mio, lui mi ha fatto così.

Mio Dio. Mio Dio. Mio Dio. Mio Dio. Mio Dio.

Ritornello:
Mio Dio, qualche volta che io ti cerco quando sono nei guai (mio Dio)
scrivo una lettera dall’inferno ma non la leggerai (mio Dio)
detti legge nell’universo perchè prendi e dai (mio Dio)
ma le lettere dall’inferno non le leggi mai (mio Dio)

Advertisements

Commenti Facebook

commenti

About Alberto_Muraro

Seguitemi su Twitter: @alb_simultaneo