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Oltre la classifica: cinque gruppi italiani migliori di Negramaro e Modà

De gustibus non disputandum est, dicevano i latini. E chi siamo noi per contraddirli? Certo è che vedere in cima alle classifiche sempre gli stessi due o tre gruppi nazionalpopolari ci fa piuttosto arrabbiare, viste le enormi potenzialità musicali del nostro paese, che troppo spesso sembra preferire il motivetto catchy alla ricerca testuale e alla sperimentazione melodica.
Per questo motivo, abbiamo deciso di farvi scoprire qualcosa di più riguardo ad alcune band troppo spesso messe in ombra dai “soliti” e .


Capitanati dal carismatico Pierpaolo Capovilla, Il teatro degli orrori sono un gruppo veneziano con all’attivo tre ottimi album: Dell’impero delle tenebre, A sangue freddo, Il mondo nuovo.
Il loro rock riflette l’originalità del nome che si sono scelti (ispirato dal teatro della crudeltà di Antonin Artaud), ed è carico di oscurità e tormento.

Marta sui Tubi
Balzati agli onori delle cronache con la loro partecipazione a Sanremo 2013 (vedasi le sterili polemiche di Anna Oxa), i Marta sui Tubi si formano nel 2002 a partire da un’iniziativa di Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone, ai quali si aggiungono Ivan Paolini, Paolo Pischedda e Mattia Boschi.
I MTS hanno iniziato a farsi conoscere soprattutto nei locali milanesi più underground, per poi diventare, nel giro di pochi anni, uno dei gruppi più apprezzati della scena alternativa italiana.


Ferruccio Spinetti e Petra Magoni sono un raffinato duo jazz attivo dal 2004, anno di pubblicazione del loro primo disco omonimo: caratteristica fondamentale del gruppo è il mix fra contrabbasso (praticamente l’unico strumento utilizzato) e voce, in questo caso quella della Magoni, che creano un effetto estremamente emozionante e intenso. Ascoltare per credere.


Di questo quintetto, i milanesi Casino Royale sono in assoluto il gruppo più ska/reggae, anche se inquadrarli in un unico genere non è certo facile: la band di Alioscia “BBDai” Bisceglia ha infatti una lunga carriera alle spalle, nel corso della quale non sono mancati esperimenti rhythm n’ blues, come Prova, pezzo che vi proponiamo qui di seguito.




Alzi la mano chi non ha mai canticchiato il ritornello di -Pop porno-? Ebbene questa canzone (non chiamatela one-hit wonder) è opera de Il genio, duo composto da Gianluca de Rubertis (voce, tastiera e chitarra) e Alessandra Contini (voce e basso). I due talentuosi leccesi trapiantati a Milano hanno due album alle spalle, intitolati Il Genio e Vivere negli anni X, che eccezion fatta per il celebre singolo sono passati piuttosto inosservati. Peccato, perché alcune delle loro canzoni sono davvero valide, come la particolarissima Non è possibile o la più recente Amore di massa.

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