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Bon Jovi live a Milano: recensione e scaletta concerto

Milano, stadio Meazza (o San Siro come si diceva un tempo) 29 giugno 2013: tempo di live. La storica rock band americana, per la prima volta priva del chitarrista Richie Sambora dopo il dissidio con il leader. Al suo posto Phil X.

E il frontman Jon Bon Jovi appare subito in gran forma, attaccando sulle note di “That’s What the Water Made Me” e inaugurando così tre ore di concerto per 27 brani complessivi tra cui la celebre cover di John Fogerty, “Rockin’ All Over the World”.

Stadio completamente gremito, e i cinquantamila presenti creano una cornice fantastica per un gruppo che non sarà il massimo dell’innovazione musicale, ma ha sempre sfornato grandissime hit. E infatti già per seconda giunge “You Give Love a Bad Name” alzando notevolmente la temperatura, poi consolidata da “Runaway” che Jon annuncia con un “allacciate le cinture”.

Certo, anche la scenografia aiuta, con una macchina d’epoca American Graffiti che accende e spegne i fanali a sottolineare il sound di pezzi come It’s my life, “Born to be my babe” e “It’s My Life” e una “Bad Medicine” che chiude la prima parte del live (quando per molti artisti sarebbe stato l’ultimo dei bis).

Spazio di tanto in tanto ai pezzi dell’ultimo album “What about now” come “Because We Can” durante il quale il pubblico si produce in una scenografia davvero a effetto, issando i quadrati di plastica rossi, bianchi e blu, rosso, bianco e le bandierine italiane che alla fine formeranno il nome della band. Una sorpresa per Bongiovanni che rimane letteralmente senza parole, ringraziando commosso.

Siamo alla prima tranche di bis, aperta da “Love’s the Only Rule” e che comprende 5 brani tra cui le bombe “Wanted Dead or Alive”, “Have a Nice Day” e il pezzo che lanciò il gruppo a fine anni ottanta: “Livin’ on a Prayer”.

Tutto finito? Niente affatto. Dopo un accenno a “Never say goodbye, in versione parziale e acustica, troviamo il frontman ormai a nudo e con indosso una maglietta sbracciata che mette in mostra il suo fisico ancora scolpito, eseguendo “Always”, “These Days” e “This Ain’t a Love Song” in chiusura.

Ecco di seguito la scaletta completa.

29/6/2013

That’s What the Water Made Me
You Give Love a Bad Name
Raise Your Hands
Runaway
Lost Highway
Born to Be My Baby
It’s My Life
Because We Can
What About Now
We Got It Goin’ On
Keep the Faith
(You Want to) Make a Memory
Bed of Roses
In These Arms
Captain Crash & the Beauty Queen From Mars
We Weren’t Born to Follow
Who Says You Can’t Go Home
Rockin’ All Over the World (John Fogerty)
I’ll Sleep When I’m Dead
Bad Medicine

Love’s the Only Rule
Wanted Dead or Alive
What’s Left of Me
Have a Nice Day
Livin’ on a Prayer

(Never say goodbye)

Always
These Days
This Ain’t A Love Song

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About Luca Landoni
Giornalista pubblicista iscritto all'ODG Lombardia. Amante in particolare di gothic/dark e progressive rock. Ha lasciato il cuore nei Marillion epoca Fish. Contatto diretto: blog@gamefox.it
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